Il PSUV denuncia i brogli realizzati dall'opposizione nella raccolta firme per il referendum revocatorio in Venezuela
Brogli che ovviamente vengono abilmente celati dai mezzi d’informazione allorquando rilanciano notizie faziose circa il governo bolivariano che avrebbe intenzione di non far celebrare il referendum
«Ci sono oltre 600.000 firme fraudolente, oltre 10.000 morti e più di 3.000 minori», questa la forte denuncia lanciata da Héctor Rodríguez, capogruppo del Partito Socialista Unito del Venezuela all’Assemblea Nazionale.
Secondo il dirigente socialista i poteri pubblici devono pronunciarsi in merito alle denunce sui brogli realizzati dalla MUD nel processo di raccolta delle firme per convocare il referendum revocatorio. Brogli che ovviamente vengono abilmente celati dai mezzi d’informazione allorquando rilanciano notizie faziose circa il governo bolivariano che avrebbe intenzione di non far celebrare il referendum. In realtà è proprio l’opposizione a sembrare poco interessata all’effettiva realizzazione della consultazione popolare.
Rodriguez ha spiegato che «non si tratta di una nostra responsabilità. Non siamo responsabili per la lotta interna all’opposizione che non gli ha permesso di avviare il referendum revocatorio l’11 di gennaio, così come consentito dalla Costituzione. Abbiamo ancora il ricordo degli esponenti dell’opposizione che si presentarono davanti al paese dicendo che non potevano trovare un accordo. Sono passate le settimane e sono giunti fino al mese di aprile con questa lotta interna».
Il deputato socialista ha evidenziato che l’opposizione si trova nel suo peggior momento, prodotto dei propri errori, di ambizioni e delle lotte intestine.


