Il Qatar promette riforme del lavoro in vista dei Mondiali di calcio del 2022

2176
Il Qatar promette riforme del lavoro in vista dei Mondiali di calcio del 2022

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
di Valentina Racioppi

Continuano le polemiche riguardanti la costruzione degli stadi e delle infrastrutture che ospiteranno la Coppa del Mondo 2022 in Qatar, evento che nasconde diffuse violazioni dei diritti umani dei lavoratori da parte di grandi aziende multinazionali, come la Qatar Petroleum e la Hyundai.

Sono in milioni, soprattutto dai paesi asiatici, a spostarsi in Qatar in cerca di una vita migliore. Una volta nel paese, queste persone sono oggetto di numerose violazioni dei diritti umani: è un sistema chiamato "kafala" e prevede che i lavoratori possano cambiare lavoro o lasciare il paese solo se ottengono il permesso e il nulla osta del datore di lavoro, e in più nella maggior parte dei casi i loro passaporti sono detenuti illegalmente. Il risultato è che le persone sono intrappolate in Qatar, prive di documenti e corrono il rischio di essere arrestate e deportate nel proprio paese. 
 
Le condizioni a cui devono sottostare questi lavoratori sono disumane: nessun limite alla durata massima della giornata lavorativa, nessun tipo di tutela infortunistica e i salari, quando corrisposti, sono al di sotto del minimo stabilito nel paese. I lavoratori vivono in condizioni di sovraffollamento ed igiene precaria, e inoltre subiscono discriminazioni razziali dalla società del Qatar stessa. Amnesty International ha riportato le parole dei più importanti manager coinvolti nel progetto per i mondiali di calcio riferirsi ai lavoratori definendoli "animali".
 
Alla luce di tutto questo, il ministero dell’Interno ha affermato che il sistema della kafala verrà sostituito con un sistema basato su contratti di lavoro e verrà abolita la necessità dell’approvazione del datore di lavoro per lasciare il paese. Il datore di lavoro non sarà più finanziariamente responsabile per i dipendenti e gli obblighi finanziari saranno disciplinati dalla legge.  
 
Il presidente della FIFA Blatter in una dichiarazione ha detto: "Questo annuncio rappresenta un passo significativo nella giusta direzione per il cambiamento sostenibile nelle norme di benessere dei lavoratori in Qatar. Non vediamo l'ora di vedere l'attuazione di queste azioni concrete per i prossimi mesi. Continueremo la nostra stretta collaborazione con le autorità del Qatar, così come il dialogo con tutte le parti interessate ". 
 
Al contrario Amnesty International, in un comunicato stampa ha affermato che "le misure proposte dal governo del Qatar sono in netto contrasto con i risultati dello studio legale internazionale DLA Piper, la cui relazione, commissionata su richiesta del governo, conferma molte delle conclusioni di Amnesty International circa la natura sistemica di abuso di lavoratori migranti". Ciò che sostiene Amnesty International è che la riforma sia sempre la stessa ma che ne venga cambiato solo il nome e che non sia ancora chiaro come le riforme proposte per il permesso di uscita si attueranno in pratica.
  

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti