Il rapporto choc degli analisti: presto in Ucraina forze pro-russe al governo

"Abbiamo fame". E intanto a Kiev cresce il malcontento sociale contro il governo Poroshenko. Per questo "molto presto il paese potrebbe tornare nelle mani delle forze pro-russe"

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Il rapporto choc degli analisti: presto in Ucraina forze pro-russe al governo

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di Eugenio Cipolla

«L’indicizzazione di pensioni e salari? Per il momento non abbiamo i mezzi finanziari per poter procedere a un’operazione del genere». Natalia Jaresko è stata chiara. Che l’inflazione sia aumentata, raggiungendo il picco del 60% su base annua, non importa. L’Ucraina si sta concentrando su altri settori del bilancio e i suoi abitanti saranno costretti a ulteriori sacrifici. In una lunga intervista al portale ZN.ua, il ministro delle Finanze ucraino  ha disatteso le richieste di Poroshenko, il quale nei giorni scorsi aveva suggerito al governo di procedere a un’indicizzazione per aumentare il potere di acquisto degli ucraini, evitando al tempo stesso una possibile iperinflazione.

Nei giorni scorsi c’era stata una timida apertura di Pavlo Rozhenko, ministro delle Politiche sociali di Kiev, che subito un consiglio dei ministri fitto di provvedimenti da approvare, aveva detto che il governo poteva prendere una decisione del genere solo in base agli indici economici e finanziari del primo semestre di quest’anno. Indici che non promettono nulla di buono. L’altro giorno la Banca nazionale ucraina di Valeria Gontareva ha rivisto le stime di Pil nel 2015, prevedendo un crollo dell’economia ucraina del 9% rispetto al precedente -7,5%, mentre l’inflazione dovrebbe attestarsi qualche punto sopra il 40%.

Insomma, la situazione non è delle migliori e in prospettiva si vedono soltanto nubi. Sabato a Kiev, contestualmente al gay pride, al quale Petro Poroshenko non ha partecipato richiamandosi ai suoi principi cristiani, si è svolta anche una manifestazione di protesta contro l'attuale amministrazione presidenziale e contro il governo. Nel centro della città oltre tremila persona hanno sfilato in corteo, chiedendo un cambiamento radicale. «Abbiamo fame, le autorità hanno fallito», sono stati i cori scanditi dai manifestanti. Diversi i cartelli con richieste di dimissioni per Poroshenko e Yastenyuk, molti quelli con slogan come «Alzate le pensioni», «Abbasso il governo degli stranieri», «Impeachment per Poroshenko», «Stop alla carestia del 2015».

Il vento da qualche settimana, a Kiev e dintorni, sembra essere cambiato. E presto potrebbe esserci sorprese a livello di scenario politico. Gli analisti della “Da Vinci Agency Consulting”, una società che si occupa di scenari di geopolitica a breve-medio termine, ritengono che molto presto il paese potrebbe tornare nelle mani delle forze pro-russe e tutto in maniera più che legale. In un rapporto commissionato dall’agenzia di stampa ucraina Unian, gli esperti hanno scritto che «la situazione economica e sociale in Ucraina sta portando ad una perdita di consenso dei principali attori politici, sia al governo che all’opposizione. C’è una crescita esponenziale dell’elettorato di protesta – si legge – e il numero di persone che non si fida più dei politici sta aumentando. Ed entro metà autunno questa tendenza si rafforzerà ulteriormente».

Secondo gli esperti c’è una forte probabilità di veder nascere nuovi leader e movimenti politici populisti che attualmente non sono presenti sulla scena politica. «Queste forze useranno il frame del patriottismo ucraino e si poggeranno su posizioni formalmente anti-russe». E’ qui che si gioca tutto. Nel rapporto si legge che le elezioni locali del 2015 metteranno alla prova la validità di queste forze. Se otterranno buoni risultati, inizierà una feroce campagna per discreditare il Parlamento e verranno chieste nuove elezioni. 

«Nuove consultazioni potrebbero portare a una vittoria di movimenti pro-russi e far salire al potere un governo completamente controllato dal Cremlino. In questo scenario, ci si aspetta una crisi politica prolungata della Verkhovna Rada, del presidente della Repubblica e del governo». Banco di prova saranno le riforme. «Si rischia di arrivare a una Costituzione anti-unitaria che dividerà ulteriormente il paese, spaccandolo in zone d’influenza». Per questo non è escluso che la Russia possa presto adottare una nuova politica in materia economico-militare nei confronti dell’Ucraina. Ma questo dipenderà dal deterioramento delle condizioni in Donbass.

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