Il referendum in Svizzera ha dimostrato come la sovranità conta ancora
Possibile che le ombre europee presenti sul muro non facciano ancora paura?
Qualunque sia l'opinione sul merito, il referendum sulla quota imposta agli immigrati di domenica in Svizzera ha dimostrato, secondo Ambrose Evans-Pritchard sul blog del Telegraph, che il paese non deve per forza proseguire ad oltranza con le politiche tipiche dell'Unione europea. Questa decisione avrà importanti conseguenze nel dibattito nel Regno Unito sul Brexit. Se un paese di otto milioni circondato da paesi dell'Ue può imporre delle restrizioni all'ingresso, a maggior ragione potrà farlo un isola nell'Atlantico di 63 milioni di abitanti.
Sono state firmate le regole sulla libera circolazione delle persone, ma, prosegue il Columnist del Telegraph, queste possono essere rinegoziate in qualunque momento queste regole - non leggi, come la Corte di giustizia europea erroneamente le vuole far passare - diventino incresciose.
L'ufficio legale della Bce, al contrario, afferma come il Regno Unito non possa lasciare l'Ue perchè un lungo periodo di partecipazione ha modificato lo status quo attraverso i trattati e creato un nuovo “ordine legale che rende largamente obsoleto il concetto di sovranità e impone una limitazione permanete” sui diritti degli stati. Rigettando questa affermazione, Ambrose Evans Pritchard afferma che se queste dichiarazioni venissero accettate come vere, il Regno Unito dovrebbe lasciare l'Ue immediatamente o vedere in futuro diminuire le possibilità per un'uscita.
Nigel Farage ha celebrato il voto svizzero come una grande notizia per la sovranità e per gli amanti della libertà in Europa. Sicuramente è stata una dimostrazione che la sovranità conta ancora, in una fase in cui la storia dell'orrore della crisi nella zona euro dimostra cosa accade a delle economie che perdono il controllo delle loro valute, delle Banche centrali e della politica fiscale.
C'è sicuramente un punto di saturazione che va considerato nel dibattito sull'immigrazione e anche società di immigranti come gli Stati Uniti hanno dovuto rallentare in alcune fasi storiche l'ingresso nelle proprie frontiere: ad esempio dopo l'arrivo in massa dall'Italia e dall'Europa dell'est dopo la prima guerra mondiale. Ogni nazione deve proteggere la sua coesione interna.
L'Ue è una tigre di carta, come hanno dimostrato recentemente Putin e Yanukovich. Quello che Bruxelles ha dire sul dibattito sull'immigrazione è di minimo interesse accademico e, conclude Ambrose Evans Pritchard, possibile che le ombre europee presenti sul muro non facciano ancora paura?


