Il ritorno della Guerra Fredda: dalla polverizzazione del Medio Oriente ad un nuovo muro in Europa

Alberto Negri su il Sole 24 Ore: "la guerra del Siraq (Siria più Iraq) si sta muovendo lungo un arco della crisi che ormai travalica il Medio Oriente"

2233
Il ritorno della Guerra Fredda: dalla polverizzazione del Medio Oriente ad un nuovo muro in Europa

 
di Albero Negri
 
Con i mattoni sbriciolati delle nazioni del Medio Oriente polverizzate dalle guerre si costruisce un nuovo Muro nel cuore dell’Europa. Il confronto tra la Russia e la Nato è sempre più aspro: la guerra del Siraq (Siria più Iraq) si sta muovendo lungo un arco della crisi che ormai travalica il Medio Oriente e l’ambito regionale.

Dall’arena insanguinata del Levante la contesa Est-Ovest rimbalza in Europa, riapre la ferita dell’Ucraina, con coinvolgimento dei Paesi baltici e balcanici fino alla Turchia, storico membro della Nato affacciato sul caos siriano e iracheno. Come se il problema, dopo l’intervento russo, non fossero più Assad o il Califfato, mentre rimangono lontani sullo sfondo conflitti mai spenti che si riaccendono paurosamente, come la nuova Intifada palestinese, o la guerra in Yemen, che appare una sorta di Vietnam saudita. Il mondo sembra tornare a prima del crollo dell’Urss, quando oltre e al di qua del Muro non c’erano dubbi tra chi fosse l’amico e il nemico.

La guerra del Levante in questo senso ha mescolato le carte per l’Occidente che adesso cerca di ridistribuirle mettendo i giocatori a loro posto di destinazione. Ma è un posto ben diverso da quello di un tempo: Paesi Baltici e Balcanici ormai sono dalla parte occidentale ed è proprio questo che brucia a Mosca. La Russia ha giocato alcuni dei suoi assi: l’alleanza storica con Damasco, l’intesa con l’Iran, rafforzata durante gli anni delle sanzioni, sfruttando le indecisioni dell’Occidente a percepire su quali cavalli puntare in Iraq e in Siria.

Il 30 settembre con gli attacchi aerei Putin ha calato l’asso di picche dispiegando una forza militare di primordine per salvare Assad ma soprattutto per dimostrare di essere ancora una superpotenza: era questa la rivincita che avevano studiato in questi anni gli strateghi del Cremlino. Una rivincita che ha un solo limite di cui a Mosca sono ben consapevoli: la crisi economica del sistema russo e le possibili ricadute di un nuovo scontro Est-Ovest. Qui si capirà se Putin è un attore razionale perché la nuova crisi è a tutto campo, militare, politica ed economica. Basti pensare alle affermazioni del presidente turco Erdogan dopo la dichiarazione del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che l’Alleanza è pronta a difendere Ankara. Erdogan ha minacciato di non comprare il gas di Mosca e di non cooperare più nella costruzione della prima centrale nucleare di Ankara se la Russia dovesse continuare a violare lo spazio aereo turco. I turchi sono il secondo cliente di Gazprom dopo la Germania: fallito il South Stream per la crisi ucraina, Putin ha sfoderato il Turkish Stream destinato a esportare il gas in Turchia e verso i mercati europei. Ma quello che ha più irritato il Cremlino è il rafforzamento della Forza di intervento rapido della Nato.

All’interno è inquadrata la task force Spearhead (punta di lancia) per la difesa dell’Europa orientale e meridionale sotto il comando di sei quartier generali: in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania, cui si aggiungeranno altre due basi in Slovacchia e Ungheria. È questa la vecchia spina dorsale della cortina ferro, il giardino di casa che Putin reclama come lesa maestà. Ma la soluzione di questa crisi non sarà e non potrà essere, ci si augura, un nuovo Muro.

Fonte: il Sole 24 Ore

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Trump ha aperto il vaso di Pandora mediorientale di Giuseppe Masala Trump ha aperto il vaso di Pandora mediorientale

Trump ha aperto il vaso di Pandora mediorientale

Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno   Una finestra aperta Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno

Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno

La ridicola fake news dei media mainstream sugli F35 abbattuti di Francesco Santoianni La ridicola fake news dei media mainstream sugli F35 abbattuti

La ridicola fake news dei media mainstream sugli F35 abbattuti

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista di Geraldina Colotti La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il mestiere della guerra di Giuseppe Giannini Il mestiere della guerra

Il mestiere della guerra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti