Il Segretario Generale dell'Onu esprime riserve sul piano dell'UE di distrugger i barconi
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Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki Moon ha espresso riserve sul piano dell'UE di sequestrare e distruggere le barche usate dai contrabbandieri di migranti nel Mediterraneo, sostenendo: "Se si considera di distruggere queste barche, si può finire con il privare di mezzi quella gente, anche se tali imbarcazioni sono a volte utilizzate per il contrabbando di persone. Credo che l'opzione militare abbia un'efficacia limitata. "
"La sfida non riguarda solo il miglioramento dei soccorsi e dell’accesso alla protezione, ma anche assicurare il diritto all’asilo del crescente numero di persone che in tutto il mondo scappano dalla guerra e cercano rifugio. I loro viaggi sono carichi di rischi, inclusa la discriminazione, la violenza e lo sfruttamento, e hanno bisogno della nostra protezione nella loro ora di maggior necessità. Non c’è una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo".
"La sfida non riguarda solo il miglioramento dei soccorsi e dell’accesso alla protezione, ma anche assicurare il diritto all’asilo del crescente numero di persone che in tutto il mondo scappano dalla guerra e cercano rifugio. I loro viaggi sono carichi di rischi, inclusa la discriminazione, la violenza e lo sfruttamento, e hanno bisogno della nostra protezione nella loro ora di maggior necessità. Non c’è una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo".
Nel frattempo, la Commissione europea ha presentato ieri la sua proposta di trasferire nei vari paesi membri 40.000 richiedenti asilo attualmente con sede in Italia e in Grecia - secondo un sistema di quote. Il piano deve essere adottato a maggioranza qualificata degli Stati membri dell'UE. Tuttavia, il quotidiano italiano La Stampa riporta che almeno nove paesi dell'Unione europea si oppongono ad un sistema di quote vincolanti. Il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca hanno un opt-out dalla proposta. Il ministro dell'Interno spagnolo Jorge Fernández Díaz, ha detto ieri che il sistema delle quote previsto dalla Commissione "non risolve il problema" e può agire come "un importante fattore di attrazione".

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