“Il testo negoziale è un colossale fallimento", Mariagrazia Midulla, responsabile Wwf Italia sul testo del summit "Rio+20"
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Il risultato di quella che è stata da tempo annunciata come la “più grande conferenza nella storia dell’Onu”, a vent’anni dal primo Vertice della Terra (Rio 1992), sta già suscitando molteplici critiche. “Il futuro che vogliamo” è stato definito, o quasi. I 130 capi di Stato e di governo convenuti Rio de Janeiro per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, abbreviata in “Rio+20”, hanno trovato ieri all’inaugurazione dei lavori una bozza di dichiarazione finale ultimata e intitolata, appunto, “Il futuro che vogliamo” e che dovrebbe essere ratificata entro domani, giorno di chiusura dell’evento. Il testo, nelle intenzioni degli organizzatori, doveva essere il riflesso dei contributi di tutte le componenti, invitate nella preparazione di questo vertice a esprimere rivendicazioni, aspettative e proposte in merito a un modello di sviluppo rispettoso dell’uomo e della Terra. Dopo lunghe e faticose trattative si è arrivati, nella notte tra lunedì e martedì, a un testo consensuale di 49 pagine al quale mancano solo le firme dei leader mondiali.


