Il Venezuela denuncia "false flag" USA-Trinidad e Tobago e minaccia ritorsioni energetiche
Il governo venezuelano ha lanciato un duro monito alla comunità internazionale, denunciando quella che definisce una pericolosa operazione di "falsa bandiera" orchestrata dagli Stati Uniti con la complicità di Trinidad e Tobago. Lo scopo, secondo Caracas, sarebbe quello di creare un casus belli per giustificare un'escalation militare contro il paese bolivariano.
La vicepresidente e ministro degli Idrocarburi, Delcy Rodríguez, ha accusato pubblicamente la primo ministro di Trinidad e Tobago, Kamla Persad-Bissessar, di aver dichiarato "guerra al Venezuela" e di essersi unita a un "piano guerrafondaio" dell'amministrazione statunitense. In un comunicato al termine di un incontro con i vertici della compagnia petrolifera di stato PDVSA, Rodríguez ha affermato che è in corso una provocazione "false flag" che mira ad attaccare installazioni militari statunitensi nell'area per poi addossare la colpa al Venezuela.
???? VENEZUELA DENUNCIA MANIOBRA MILITAR DE TRINIDAD Y TOBAGO CON EE.UU.
— Al Mayadeen Español (@almayadeen_es) October 26, 2025
?? El Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela denunció una provocación militar de Trinidad y Tobago en coordinación con el Comando Sur de Estados Unidos, alertando sobre una posible operación de… pic.twitter.com/DlHKJEeUQu
"Evocano eventi del passato come quello del Golfo del Tonchino", ha dichiarato la Rodríguez, riferendosi all'incidente del 1964 che fornì il pretesto per l'intensificazione dell'intervento USA in Vietnam. "Fu esattamente uguale, un auto-attacco a una portaerei statunitense". La vicepresidente ha aggiunto che il presidente Nicolás Maduro ha già riferito della "detenzione di un gruppo di persone legate alla CIA, che hanno già fornito informazioni sufficienti per denunciare questa nuova provocazione".
La risposta di Caracas non si è fatta attendere e ha assunto toni concreti e potenzialmente molto dannosi per Port of Spain. Il ministero degli Idrocarburi e la direzione di PDVSA hanno infatti proposto la "denuncia immediata" dell'accordo di cooperazione energetica con Trinidad e Tobago e la sospensione di tutti i patti sul gas. L'accordo, siglato nel 2015 e rinnovato automaticamente lo scorso febbraio, riguarda lo sviluppo congiunto di infrastrutture per lo sfruttamento di giacimenti di gas.
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— ???????????????????????????????????????????????????? (@polianalitica) October 27, 2025
???? Delcy Rodríguez anunció que le planteó a Maduro suspender todos los acuerdos gasíferos entre Venezuela y Trinidad y Tobago por haberse sumado a la agresión de EEUU contra el país.
???? VTV #Venezuela #TrinidadyTobago #EEUU pic.twitter.com/nOiN9So5Il
Rodríguez ha motivato questa drastica proposta con "le azioni della prima ministra Kamla Persad", accusata di aver "creduto ai 'pajaritos preñados' – le false promesse – di Marco Rubio, che possono rubare il gas ai venezuelani per consegnarlo a Trinidad e Tobago". La tensione tra i due paesi caraibici, già alta da mesi, è ulteriormente salita dopo che Persad-Bissessar ha ordinato alla propria Guardia Costiera di usare la "forza letale" contro qualsiasi imbarcazione non identificata in arrivo dal Venezuela, definendo precedentemente i narcotrafficanti come target da "uccidere violentemente".
Sullo sfondo di questa crisi bilaterale, Caracas vede la mano di Washington. Il ministero degli Esteri venezuelano, attraverso il ministro Yván Gil, ha presentato una denuncia formale alle autorità di Trinidad, avvertendole di non prestarsi a "giochi geopolitici" estranei ai propri interessi nazionali. Il governo Maduro ha inoltre lanciato un appello al popolo trinitense, esortandolo a non permettere che il proprio territorio diventi una piattaforma per "azioni sporche di guerra".
La regione è già in allerta per la massiccia presenza militare statunitense, che lo scorso agosto ha dispiegato navi da guerra, un sottomarino, aerei da combattimento e truppe al largo delle coste venezuelane, ufficialmente per contrastare il narcotraffico. I successivi bombardamenti di piccole imbarcazioni nel Mar dei Caraibi, criticati da diversi governi latinoamericani e da esperti ONU come "esecuzioni sommarie", hanno ulteriormente inasprito il clima. Come ha affermato il rappresentante permanente della Russia all'ONU, Vasili Nebenzia, queste azioni non sono semplici esercitazioni, ma una "sfacciata campagna di pressione politica, militare e psicologica" contro il Venezuela.

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