Il verdetto su Marine Le Pen scuote la Francia: cosa succede ora?

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Il verdetto su Marine Le Pen scuote la Francia: cosa succede ora?

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La leader storica del Rassemblement National, Marine Le Pen, è stata condannata a quattro anni di reclusione per malversazione di fondi del Parlamento Europeo, con due anni da scontare con il braccialetto elettronico e due con sospensione condizionale della pena. Inoltre, Le Pen non potrà candidarsi a cariche pubbliche per cinque anni, escludendola di fatto dalle presidenziali del 2027. Il verdetto, che riguarda anche altri membri del suo partito e assistenti parlamentari, arriva dopo un'indagine avviata nel 2016 dalla magistratura francese e dall'OLAF, l'ufficio antifrode dell'UE. Secondo l'accusa, il RN avrebbe utilizzato fondi comunitari per pagare collaboratori impegnati in attività interne al partito, violando le normative europee.

La somma malversata sarebbe di 6,8 milioni di euro. Le reazioni non si sono fatte attendere. L'attuale presidente del RN, Jordan Bardella, ha definito la condanna un "attacco alla democrazia francese", mentre il premier ungherese Viktor Orbán ha espresso il suo sostegno con un laconico "Je suis Marine" sui social. Anche da Mosca sono arrivate critiche alla sentenza, con il Cremlino che ha parlato di "agonia della democrazia liberale".

Dall'altra parte dell'Atlantico, Donald Trump Jr. ha collegato il caso alle critiche mosse dall'attuale vicepresidente USA, JD Vance, all'UE, accusata di limitare la libertà di espressione e di temere il proprio elettorato. Mentre la difesa di Le Pen ha già annunciato ricorso, la sentenza segna una svolta nella politica francese, aprendo nuovi scenari per le elezioni del 2027. Con Le Pen fuori gioco, il candidato naturale del RN potrebbe essere Bardella, ma il dibattito sul ruolo della giustizia nella politica francese è destinato a proseguire.

*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

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