Il vero lascito di re Abdullah: l'Iniziativa di pace saudita per il Medio Oriente

Trattare la fine del conflitto sulla base della proposta della Lega Araba

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Il vero lascito di re Abdullah: l'Iniziativa di pace saudita per il Medio Oriente

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di Mara Carro

Abdullah bin Abdulaziz, Re dell'Arabia Saudita, 91 anni, è morto ieri sera in ospedale, dove si trovava da diverse settimane per un’infezione ad un polmone.  Il Principe ereditario Salman è stato nominato nuovo re.

Salman, 79, è il fratellastro di Abdullah e ha fatto apparizioni e discorsi per conto del defunto re negli ultimi mesi. Muqrin bin Abdulaziz, fratellastro di Abdullah, 69 anni è il nuovo Pincipe ereditario, polemicamente nominato vice erede di Abdullah lo scorso marzo, scavalcando di fatto due altri fratelli più anziani del defunto re e infrangendo la tacita regola secondo la quale la successione avviene in funzione dell'età.

Senza voler ripercorrere la vita del defunto re o esaminare le implicazioni della sua morte per il Regno saudita, si vuole riportare l'attenzione sul vero lascito di Re Abdullah per una stabilizzazione del Medio Oriente: l’Iniziativa di pace proposta al vertice della Lega Araba di Beirut nel 2002.

Lo scorso 1° novembre, a Tel Aviv, si è tenuta una celebrazione per il diciannovesimo anniversario dell’assassinio del primo ministro israeliano Yitzhak Rabin. Alla fine di questa commemorazione, Yuval Rabin, il figlio del ministro assassinato, ha ricordato al pubblico l’esistenza dell’Iniziativa di pace proposta dalla Lega Araba del 2002 a cui Israele non ha mai risposto. O meglio i governi israeliani hanno prima respinto il piano di pace di Abdullah, in parte perché non esplicitava i numeri del passaggio sul diritto di ritorno dei profughi palestinesi, ma nel 2007 l'allora primo ministro israeliano Ehud Olmert, per volere dell'allora presidente George W. Bush, affermò che sarebbe stata una base per i colloqui di pace, poi crollati nel 2008. 
 
“La pace in Medio Oriente non avrà successo se non sarà giusta e globale in base alle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242, 338 e 424 e al principio "terra in cambio di pace"... Il Consiglio del vertice arabo chiede a Israele di riconsiderare le sue politiche e di avviarsi verso la pace dichiarando che una pace giusta è anche la sua opzione strategica". 
 
"Il Consiglio arabo chiede inoltre a Israele: 
 
A) il ritiro completo dai territori arabi occupati compreso l'altopiano siriano del Golan e dalle terre ancora occupate nel Libano del Sud; (confini 4 giugno 1967 Linea Verde)
 
B) di raggiungere una soluzione giusta e concordata per la soluzione del problema dei profughi palestinesi basata sulla risoluzione 194 dell'Onu; 
 
C) l'accettazione della creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano nei territori occupati nel 1967 a Gaza e in Cisgiordania con Gerusalemme Est come sua capitale". 
 
"Quindi i Paesi arabi faranno questo: 
 
A) Considereranno concluso il conflitto arabo- israeliano ed avvieranno un trattato di pace tra essi e Israele per dare sicurezza a tutti i Paesi della regione; 
 

B) Stabiliranno relazioni normali con Israele nel contesto di questa pace globale per garantire il rifiuto di ogni genere di insediamento definitivo dei profughi palestinesi che è in conflitto con precise considerazioni dei Paesi che li ospitano". 

Riassumendo:

 - ritorno di Israele ai confini del 1967,
 - nascita di uno stato palestinese accanto a Israele, 
 - divisione di Gerusalemme (città di fatto già divisa)
 - In cambio lo Stato ebraico avrà il riconoscimento e l’accettazione della sua esistenza da decine di paesi arabi.
 
Questa iniziativa, ideata 13 anni fa dall'allora principe ereditario saudita Abdullah, è stata approvata dalla Lega Araba nel vertice dei capi di Stato del 28 marzo 2002 a Beirut.  
 
Subito dopo la guerra del 1967, la Conferenza di Khartoum avevano adottato la formula dei "Tre no": 
 
no alla pace con Israele, 
no al riconoscimento di Israele, 
nessun negoziato con Israele. 
 
La nuova Iniziativa araba è la totale inversione di tale risoluzione.
 
L'iniziativa saudita è stata nuovamente appoggiata alla Conferenza del 2007 a Riyadh. Tutti i governanti arabi che hanno partecipato hanno votato a favore, ad esclusione soltanto della Libia Muammar Gheddafi.

Simon Peres, ex presidente israeliano, sostiene che l'offerta di pace araba sia positiva per Israele per giungere a una soluzione a due stati, essenziale per il futuro di Israele come stato democratico ed ebraico.  
 
Prima che il nuovo round di negoziati avviati da Kerry fallisse, il 29 aprile 2013 il Segretario aveva spinto i leader arabi ad un ulteriore passo avanti: avevano convenuto di aggiungere che la Linea Verde del 1967 potesse essere modificata in cambio di territori. Ciò significa che i grandi insediamenti lungo il confine, dove risiede la grande maggioranza dei coloni, sarebbero annessi ad Israele, in cambio di terra israeliana ampiamente inferiore.

Lo scorso ottobre a Il Cairo, nel corso della Conferenza sulla Palestina e la ricostruzione di Gaza  il presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sissi ha fatto appello ad un rilancio dell'Iniziativa di pace araba.
 
 




 

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