"Immediate ritorsioni militari senza le scuse ufficiali di Seul", l'ennesimo ultimatum dell'esercito nord coreano
1106
Manifestzioni di protesta anti-Pyongyang a Seul generano l'ennesimo ultimatum da parte dell'esercito della Corea del Nord.
Mentre a Pyongyang il regime rendeva omaggio all'anniversario del fondatore della Repubblica popolare, Kim Il-Sung, 40 protestanti a Seul, secondo la ricostruzione offerta oggi da Ap, bruciavano le effigi dei tre leader nord coreani che dalla fine della seconda guerra mondiale si sono succeduti alla guida del paese. In una nota diffusa dall'agenzia di stampa Kcna, l'esercito nord coreano ha condannato l'atto come "mostruoso e criminale" e minacciato immediate ritorsioni militari senza delle scuse ufficiali da parte di Seul.
Il ministro della Difesa sud coreano, riporta Afp, ha definito "deplorevole" e "assurdo" l'ultimatum di Pyongyang ed un portavoce del ministero degli esteri del governo di Park ha chiesto al regime di Kim di seguire quel sentiero di dialogo proposto da Seul e Washington. "Speriamo che il Nord compia una scelta saggia". Alcuni analisti sottolineano oggi come l'ultimatum è stato lanciato attraverso parole che lasciano comunque aperta la via delle trattative. "Se le autorità fantoccio di Seul vogliono realmente dialogo e negoziazioni, dovrebbero scusarsi”, si legge infatti nella nota dell'esercito nord coreana.


