In italia qualsiasi idea di prevenzione dei disastri è diventata un vero e proprio tabù politico. E. Brancaccio

1463
In italia qualsiasi idea di prevenzione dei disastri è diventata un vero e proprio tabù politico. E. Brancaccio



Esattamente un anno fa, scrive Emiliano Brancaccio sull'Espresso, venni invitato da Rai Tre a commentare l'alluvione di Genova. In quella occasione sostenni che quel disastro era solo l’ultimo di una lunga serie di segnali di crisi dell’assetto idrogeologico del Paese. Le cause di tale crisi, sostenevo, andrebbero ricercate non solo nei tagli agli investimenti pubblici per la salvaguardia ambientale e in un diritto amministrativo che in questi anni ha mortificato l’interesse collettivo, ma anche e soprattutto nell’adesione a una inefficiente politica dell’emergenza e nel conseguente abbandono di qualsiasi logica di pianificazione urbana e del territorio.
 
A distanza di un anno contiamo i morti e i danni causati dall'alluvione a Benevento e nel Sannio. Il quadro, da Nord a Sud, si fa per certi versi ancor più drammatico, ma la sostanza del problema non muta. I responsabili politici e amministrativi, in processione, ci dicono che di eventi eccezionali e imprevedibili si è trattato, e si predispongono a organizzare questue per rattoppare i danni dell'alluvione. Ma considerare questi eventi come delle calamità imprevedibili è un'ipocrisia che ci riporta indietro nei secoli, in un clima da medioevo. La verità è che nel nostro paese, ancor più che altrove, qualsiasi idea di prevenzione dei disastri, vale a dire di "pianificazione pubblica" del territorio, è diventata un vero e proprio tabù politico. Le conseguenze catastrofiche di questa visione anti-moderna del rapporto tra uomo, economia e ambiente sono sotto gli occhi di tutti.
 
L'ultimo Rapporto ONU di valutazione per la riduzione dei rischi di disastro stima che un investimento infrastrutturale ex-ante di 6 miliardi di dollari all'anno per la prevenzione dei rischi di calamità naturali consentirebbe di ridurre il costo ex-post dei disastri di circa 360 miliardi, distribuiti lungo l'intera vita delle infrastrutture. E' una delle innumerevoli evidenze a sostegno della tesi che gli interventi a monte, tesi ad anticipare gli eventi naturali, risultano enormemente più efficaci e meno costosi dei rattoppi effettuati a valle, ossia quando il disastro sia già avvenuto.
 
A questo riguardo, sarebbe interessante esaminare l'andamento nel tempo e nei vari Paesi del rapporto tra spesa pubblica ex-ante e spesa pubblica ex-post per calamità naturali. C'è motivo di temere che in una simile classifica il nostro Paese farebbe registrare uno dei rapporti più bassi, emblema di una diffusa e crescente idiosincrasia verso una politica di pianificazione pubblica del territorio. A ben pensarci potremmo annoverare anche questo tra gli effetti collaterali dell'alluvione liberista e anti-statuale che in questi anni ha fatto inabissare ogni istanza di rifondazione della politica su basi moderne, critiche e razionali.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria di Giuseppe Masala Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

La tecnocrazia digitale e il "chiaroscuro dove nascono i mostri" di Francesco Santoianni La tecnocrazia digitale e il "chiaroscuro dove nascono i mostri"

La tecnocrazia digitale e il "chiaroscuro dove nascono i mostri"

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Referendum guerre e bimbi nel bosco di Alessandro Mariani Referendum guerre e bimbi nel bosco

Referendum guerre e bimbi nel bosco

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti