Incontro tra Wang Yi e Tajani a Pechino: Cina e Italia rafforzano dialogo e coordinamento multilaterale
Il 16 aprile il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, ha incontrato a Pechino il ministro degli esteri cinese Wang Yi.
Nel corso del colloquio, Wang Yi ha sottolineato come Cina e Italia siano partner strategici globali, caratterizzati da una forte complementarità e da ampie prospettive per un’ulteriore cooperazione reciprocamente vantaggiosa. La Cina ha espresso la propria disponibilità a collaborare con l’Italia per dare attuazione all’importante consenso raggiunto dai leader dei due Paesi, mantenere lo slancio degli scambi ad alto livello e a tutti i livelli e promuovere uno sviluppo sano e stabile delle relazioni bilaterali. Dall’inizio dell’anno, ha osservato Wang, i conflitti geopolitici continuano a protrarsi, mentre l’ordine internazionale e la sicurezza globale affrontano sfide significative. In questo contesto, Cina e Italia, entrambe antiche civiltà impegnate nella promozione della pace, rappresentano importanti forze a sostegno del multilateralismo. La parte cinese intende pertanto rafforzare la comunicazione e il coordinamento con l’Italia negli affari internazionali e multilaterali, valorizzando ulteriormente il partenariato strategico globale tra i due Paesi.
Nel corso dei colloqui, Tajani ha affermato che l’Italia attribuisce grande importanza alle relazioni con la Cina. Ha ribadito la propria adesione alla politica di “Una sola Cina” ed è pronta a lavorare con Pechino per intensificare gli scambi e il dialogo, ampliare la cooperazione reciprocamente vantaggiosa e promuovere l’attuazione concreta del piano d’azione volto a rafforzare il partenariato strategico globale sino-italiano. Di fronte a un contesto internazionale complesso e in rapida evoluzione, l’Italia riconosce il ruolo e l’influenza della Cina negli affari globali e nelle sedi multilaterali, come le Nazioni Unite. Tajani ha inoltre dichiarato che Roma condivide le proposte e le iniziative avanzate dal presidente Xi Jinping per affrontare le principali crisi internazionali e regionali, ed è pronta a rafforzare il coordinamento multilaterale con Pechino al fine di salvaguardare pace, stabilità e sviluppo a livello globale.
“La cultura è uno straordinario ponte tra l’Italia e la Cina. Aver portato qui a Pechino opere che vengono dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti, significa aver portato nel paese che ha accolto Marco Polo e padre Ricci una vera immagine dell’Italia che è un grande paese fin dall’antichità, legato ad un grande paese quale è la Cina”. Lo ha affermato il ministro degli esteri, Antonio Tajani, inaugurando questa mattina, al Namoc (National Art Museum of China) di Pechino, la mostra delle Gallerie degli Uffizi “Omaggio ai grandi Maestri: da Leonardo da Vinci a Caravaggio – Capolavori del Rinascimento italiano”.
Alla presenza del ministro della Cultura e del Turismo cinese, Sun Yeli, il ministro Tajani ha poi inaugurato a Pechino la mostra sui maestri del Rinascimento. “La cultura è uno straordinario ponte tra l’Italia e la Cina. Aver portato qui a Pechino opere che vengono dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti, significa aver portato nel paese che ha accolto Marco Polo e padre Ricci una vera immagine dell’Italia che è un grande paese fin dall’antichità, legato ad un grande paese quale è la Cina”. Lo ha affermato il ministro degli esteri, Antonio Tajani, inaugurando questa mattina, al Namoc (National Art Museum of China) di Pechino, la mostra delle Gallerie degli Uffizi “Omaggio ai grandi Maestri: da Leonardo da Vinci a Caravaggio – Capolavori del Rinascimento italiano”.
“Questa mostra – ha proseguito Tajani – è anche un ulteriore segno della volontà del governo italiano di puntare molto sulla diplomazia della crescita e della diplomazia culturale. La cultura è uno strumento di pace, favorisce il dialogo, la cultura unisce i popoli e non li divide. E proprio per questo voi cinesi e noi italiani ci intendiamo molto bene quando, grazie alla straordinaria storia che ognuno di noi ha dietro le spalle, ci confrontiamo” sul Mondo “usando un linguaggio comune”.


