India. Ancora proteste contro la diga di Tipaimukh
Non si placano le proteste della popolazione locale nello Stato del Manipur (regione a nord-est dell’India), che si sono scagliati nuovamente contro il progetto di costruzione dell’imponente diga di Tipaimukh. Quest’ultima, progettata per controllare le frequenti alluvioni nella regione e contestualmente produrre energia elettrica, è al centro di vivaci proteste in particolar modo a causa della zona in cui è stato deciso di porre la struttura. Il governo indiano, infatti, collocherà la diga al confine tra le regioni del Mizoram e del Manipur, sul fiume Barak, uno dei maggiori bacini di drenaggio del Paese. Una diga su un fiume di tale portata avrebbe (o meglio, avrà) conseguenze devastanti per tutte le aree limitrofe, coinvolgendo in tal modo la vita e la sicurezza di circa 20 milioni di abitanti. Il quotidiano ‘The Hindu’ riporta alcuni studi che dimostrano che l’impatto ambientale sarebbe critico: la costruzione della diga rischia di provocare frane, erosioni, variazioni nella qualità dell'acqua, nonché instabilità di natura geofisica e impoverimento del suolo. Nonostante lo scorso agosto la Commissione per le foreste (FAC) avesse espresso giudizio negativo sul progetto, il governo indiano non sembra volersi fermare.


