Iran al voto: tutto quelle che devi sapere sulle elezioni presidenziali del 19 maggio

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Iran al voto: tutto quelle che devi sapere sulle elezioni presidenziali del 19 maggio

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Il 19 maggio in Iran si terranno le elezioni presidenziali, una tappa davvero molto importante per comprendere il futuro della Repubblica Islamica e degli assetti geopolitici nel Medio Oriente nel breve e medio periodo. L’Iran si trova in un periodo molto delicato e il presidente uscente, il riformista Hassan Rohani, punta alla vittoria elettorale contro i conservatori cercando di valorizzare gli accordi raggiunti con gli Stati Uniti sul nucleare.

Ma non è possibile ignorare che Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha recentemente fatto sapere di voler rivedere gli accordi raggiunti sul nucleare iraniano da parte della precedente amministrazione.

Solo propaganda a uso interno?

Possibile, ma sicuramente a Teheran avranno preso tali dichiarazioni molto seriamente e ciò potrebbe indebolire la posizione di Rohani.

Secondo molti analisti l’accordo raggiunto da Rohani con gli Usa sul nucleare avrebbe parzialmente migliorato la situazione economica dell’Iran, ed anche per questo la data del 19 maggio diventa determinante per comprendere quale sarà il futuro del Paese.

Proprio Rohani in vista delle elezioni ha chiamato a raccolta il proprio elettorato: “la gente dirà ancora una volta no a coloro che sapevano soltanto imprigionare e fare esecuzioni”, cercando così di marcare una differenza  del suo governo con i conservatori. (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-2c04b05a-ef24-4093-ad4d-ee10858313f4.html)

Ma visto l’atteggiamento muscolare assunto da Trump nella prima fase della sua presidenza la situazione politica in Iran potrebbe mutare improvvisamente, per questo l’esito delle elezioni presidenziali del 19 maggio non è così scontato come potrebbe sembrare.

Uno dei suoi sfidanti, Ebrahim Raisi, sembra in particolar modo impensierire Rohani anche perché sarebbe più gradito di lui alla Guida Suprema Khamenei. Raisi a differenza di Rohani si presenta come un uomo forte, basti pensare che in passato esercitò il ruolo di viceprocuratore pubblico di Teheran facendosi segnalare per il proprio pugno di ferro in più di una occasione.

Potrebbe essere dunque Raisi lo sfidante più accreditato di Rohani visto e considerato che il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, nominato al 50% dall’ayatollah Khamenei, ha impedito all’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad di ripresentarsi alle presidenziali. Non dovrebbe avere speranze il candidato Mohammad Bagher Qalibaf, sindaco di Teheran che si era piazzato secondo nelle elezioni del 2013 proprio dietro Rohani, la cui popolarità è in declino per vicende di corruzione.

D. C. 
 
 

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