Iran, esplosioni a Bandar Abbas: attacco USA contro navi e basi missilistiche
di Giulio Pizzamei
Notte di fuoco sulle coste iraniane dopo che le forze americane hanno colpito due imbarcazioni dell’IRGC, causando la morte dei quattro occupanti. L’Iran per rappresaglia attacca aerei e navi statunitensi, che come risposta bombardano una postazione missilistica.
La scorsa notte sono accaduti vari eventi preoccupanti sulle coste iraniane, proprio durante dei fragili e incerti negoziati USA-Iran. Le forze statunitensi hanno intercettato due imbarcazioni leggere operate dall’IRGC e, accusandole di stare dispiegando mine antinave lungo lo stretto di Hormuz, hanno aperto il fuoco. Ciò è risultato nella morte dei quattro operatori delle imbarcazioni.
Una volta appreso dell’attacco statunitense le forze armate iraniane hanno proceduto a lanciare dei missili antinave contro dei vascelli militari statunitensi, senza però colpire i bersagli. Da qua in poi alcune informazioni al momento disponibili sono incerte e da verificare, ma ciò che è sicuro è che le forze armate statunitensi hanno bombardato una postazione di contraerea nel sud dell’Iran, a est di Bandar Abbas. Questa stava, secondo le dichiarazioni dell’U.S. Central Command (CENTCOM), ingaggiando dei loro velivoli, probabilmente in cerca della postazione missilistica responsabile degli attacchi alla marina americana.
Fonti iraniane non ufficiali hanno annunciato l’abbattimento di tre droni americani, di cui almeno un modello MQ-9 “Reaper”.
Tuttavia né fonti ufficiali statunitensi né iraniane hanno confermato la notizia, mettendola in dubbio soprattutto vista l’abitudine di alcune fonti semi-ufficiali iraniane di annunciare l’abbattimento di aerei e droni statunitensi senza nessuna base. Le forze statunitensi hanno dichiarato di aver agito con solo intento difensivo e di essersi trattenute per via dei negoziati in corso. Per ora sembra che la situazione sia tornata alla normalità e non ci sono segni di una riaccensione delle ostilità a larga scala. Le violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte delle forze israelo-statunitensi sembrano ormai essere diventati una normalità nella regione ma, come ci insegnano le recenti esperienze in Libano e in Palestina, ciò non porta necessariamente ad una riaccensione delle ostilità, anche se probabilmente agiranno contro i già traballanti tentativi di diplomazia tra Iran e Stati Uniti.
Nonostante ciò non è ancora chiara la scala dell’effetto che questi brevi scontri avranno sui negoziati, date anche le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sull’intenzione israeliana di aumentare gli attacchi contro Hezbollah, in netto contrasto con la volontà dei negoziatori iraniani che hanno invece posto la completa cessazione delle ostilità in Libano come punto prioritario in un eventuale accordo di pace.


