Iran. “La parte del mar Caspio che ci spetta non è minore di quella russa”, il vice ministro Akhoundzadeh
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Gli equilibri stabiliti in questi anni tra i paesi che si affacciano sul mar Caspio rischiano di sfaldarsi. Infatti, il vice ministro degli Esteri iraniano Mohammad-Mehdi Akhoundzadeh, in un’intervista rilasciata all’Iran's Young Journalist Club, ha ribadito che il governo di Teheran aumentarà il proprio traffico navale nel mar Caspio per far fronte al soddisfacimento della richiesta economica e turistica interna. Inoltre, ha ricordato come « prima della rivoluzione islamica, le potenzialità del mar Caspio siano state sottovalutate, ma le cose adesso sono cambiate ». Proprio due mesi fa, il governo di Teheran ha varato un cacciatorpediniere di nuova generazione – Jamaran 2 –, già operativo a pochi km dalla costa. Inoltre, ogni giorno, navigano circa 602 navi mercantili, una flotta davvero considerevole.
Tuttavia, le dichiarazioni di Akhoundzadeh appaiono come una minaccia, in quanto esistono delle tensioni mai sopite che risalgo ormai da tempo. Al momento, non è stato stipulato alcun trattato tra tutti i paesi del Caspio, ma soltanto accordi biletarali o trilaterali sottoscritti in parte dai paesi ex-sovietici, tra il 1998 ed il 2003, con la Federazione russa. Dal canto suo, l’Iran rivendica la sua fetta di mare in base ad « accordi verbali » concordati con Mosca nel 1921 e nel 1940.


