Iran: la Siria non deve diventare un luogo di crescita del terrorismo

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Iran: la Siria non deve diventare un luogo di crescita del terrorismo

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Esmaeil Baqai portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha respinto l'affermazione delle reti occidentali secondo cui l'Iran cerca di creare una rete di forze sussidiarie nella regione, definendola “ridicola, vergognosa e immorale.”

“Grazie a Dio, l’Iran è l’Iran”, ribadendo che l’Iran non ha forze che agiscono per procura e non ha bisogno di questo tipo di gruppi nella regione.

Baqai ha sottolineato che l’Iran agirà con forza quando si tratterà di difendersi e risponderà a chiunque partorisca l’idea attaccarlo.

In merito alla normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele, Baqai ha ribadito che "normalizzare i rapporti con il regime sionista significa normalizzare il crimine e il male", ricordando il dovere comune per tutti i paesi agire per prevenire il genocidio e i crimini di guerra e perseguire i responsabili di questi atti.

Sulla Siria, il portavoce della diplomazia persiana ha confermato la posizione principale dell'Iran che si basa sul preservare la sovranità e l'integrità del apese arano, oltre al fatto che spetta ai siriani decidere del loro futuro senza interferenze straniere.

Baqai, a questo proposito, ha evidenziato che il popolo siriano “è abbastanza saggio da prendere decisioni sul futuro del proprio paese e sulle relazioni con gli altri paesi della regione e con il mondo islamico”, avvertendo, comunque, che la Siria non diventi un luogo di crescita del terrorismo.

Il portavoce riguardo alle dichiarazioni di alcune autorità statunitensi sul futuro della Siria, ha sottolineato che l'ingerenza degli Stati Uniti in altri paesi ha solo causato "insicurezza, diffusione del terrorismo e frammentazione dei paesi".

Inoltre, il portavoce ha rivelato che l'Iran è da tempo in contatto con i movimenti di opposizione in Siria e "abbiamo detto che il nostro ingresso in Siria serviva a impedire l'avanzata di Daesh e la diffusione del terrorismo nel paese e nei paesi della regione”.

“Contribuiamo a guidare i processi politici in Siria. Prima di queste attività eravamo collegati con alcuni di questi gruppi di opposizione, ma non esiste alcun collegamento diretto con gli attuali governanti in Siria", ha precisato.

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