Iran, la svolta dopo i funerali record: "Inizia una nuova era di forza sotto Mojtaba Khamenei"
Il Primo Vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha dichiarato che l'Iran sta entrando in una nuova fase geopolitica e istituzionale sotto la guida di Mojtaba Khamenei, all'insegna dell'unità nazionale e della continuità del cammino tracciato dal "Leader martire".
«Oggi dichiariamo con fermezza e autorevolezza che la Repubblica Islamica dell'Iran è entrata in una nuova fase sotto la saggia guida del degno figlio della Guida Suprema martire, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei. Questo cammino proseguirà con unità nazionale, impegno disinteressato e uno sforzo ancora maggiore», ha affermato Aref. Il Vicepresidente ha poi sottolineato che il Paese deve concentrarsi sul duro lavoro, sulla coesione interna e sul sostegno alla nuova leadership per migliorare le condizioni di vita della popolazione, riformare le strutture statali e progredire verso la giustizia sociale.
Aref ha inoltre elogiato il popolo iraniano per la massiccia partecipazione alle cerimonie funebri e di commiato dell'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, leader martire della Rivoluzione Islamica. Ha affermato che questa imponente dimostrazione di unità e lealtà ha impressionato il mondo intero, ribadendo che il popolo merita l'appellativo di "nazione dell'Imam Hussein" per la sua fedeltà e il suo spirito di sacrificio. Secondo il Vicepresidente, l'Iran ha superato importanti sfide regionali e internazionali grazie alla visione strategica del Leader scomparso, descritto come un «simbolo di resistenza contro le grandi potenze e di lotta contro il dispotismo internazionale».
Nel suo discorso, Aref ha espresso profonda gratitudine ai cittadini, ai partecipanti alle esequie, alle organizzazioni civili e religiose, alle municipalità, alle forze di sicurezza, ai governatori e ai servizi di emergenza per il loro ruolo cruciale nella gestione logistica del funerale e nella protezione dei presenti. «Questa sinergia spirituale, strutturale e popolare ha permesso di realizzare con pieno successo la più grande operazione di coordinamento congiunto nella storia del Paese», ha evidenziato. In conclusione, ha ribadito che Teheran proseguirà con determinazione ancora maggiore il percorso della Rivoluzione, basandosi sull'impegno collettivo per risolvere i problemi della popolazione e rafforzare gli apparati dello Stato.
L'Ayatollah Seyed Ali Khamenei è stato assassinato, insieme ad alcuni membri della sua famiglia, lo scorso 28 febbraio, durante il primo giorno della guerra di aggressione di 40 giorni scatenata dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l'Iran. In seguito al suo martirio, l'Assemblea degli Esperti iraniana – l'organo composto da 88 religiosi – ha ufficialmente nominato il figlio cinquantaseienne, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, come nuova Guida Suprema della Rivoluzione Islamica e terzo leader nella storia della Repubblica Islamica.
Le spoglie dell'Ayatollah Seyed Ali Khamenei sono state sepolte nel santuario dell'Imam Reza nella città di Mashhad, a conclusione di una settimana di riti funebri solenni che hanno attraversato l'Iran e l'Iraq. Milioni di persone hanno preso parte alle cerimonie tenutesi nelle città di Teheran, Qom e Mashhad. Parallelamente, l'Iraq è stato teatro di uno storico tributo in occasione dei funerali del leader iraniano, con oltre 10 milioni di persone in lutto che hanno partecipato alle processioni tenutesi a Najaf e Karbala.
Secondo una stima preliminare dell'agenzia di stampa iraniana Fars, tra i 41 e i 43 milioni di persone complessive hanno partecipato ai sei giorni di cerimonie funebri tra Iran e Iraq, definendole a tutti gli effetti come «le più grandi esequie della storia».


