Irlanda del Nord: 60 feriti nella terza notte di scontri a Belfast
Continuano gli scontri tra giovani attivisti protestanti e le forze dell'ordine in un clima di crescente tensione nella città
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Continuano, per la terza notte consecutiva, gli scontri a Belfast, nell'Irlanda del Nord. Giovani protestanti si sono nuovamente scontrati con le forze dell'ordine in un quartiere settentrionale di Belfast, nella zona di Carlisle Circus, dove un ispettore di polizia è stato ferito a una mano, ma le forze dell'ordine sono riuscite a riportare la calma senza dover usare, come nei due giorni precedenti, i cannoni ad acqua o i proiettili di gomma.
Gli scontri sono iniziati domenica sera quando alcuni giovani protestanti hanno cercato di interrompere il passaggio a Carlisle Circus, vicina alla sede del Sinn Fein, movimento che era stato il braccio politico dell'Ira, di una banda musicale di repubblicani cattolici. La polizia ha risposto agli attacchi contrapponendo raffiche di proiettili di gomma e l'utilizzo di idranti per disperdere la folla e sedare gli animi. I manifestanti hanno replicato con pietre e molotov. Il capo della polizia dell'Irlanda del Nord, Will Kerr, ha espresso “collera e dispiacere” nel vedere cittadini schierarsi contro la polizia. “Gli agenti hanno proceduto già a sette arresti, ma se la situazione non dovesse migliorare, certamente ce ne saranno degli altri”, ha precisato Kerr.
Ora il timore è che la situazione possa nuovamente infiammarsi durante la marcia protestante orangista del prossimo 29 settembre. La sfilata, tra il municipio di Belfast e il Parlamento di Stormont, sede dell'assemblea autonoma nordirlandese, commemora il centenario della firma, nel 1912, di una dichiarazione contraria alla concessione di autonomia per tutta l'isola irlandese, all'epoca sotto il controllo del Regno Unito. La sfilata metterà fine alla stagione di marce con cui la comunità unionista ricorda la vittoria del re protestante Guglielmo III d'Orange sul cattolico Giacomo II nella battaglia di Boyne nel 1690. Negli ultimi anni la sfilate, le cui rotte sono concordate da rappresentanti di entrambe le comunità, erano avvenute quasi sempre pacificamente.


