Israele bombarda Damasco mentre si intensificano gli scontri tra drusi e milizie governative
Nonostante un recente annuncio di cessate il fuoco, sono preseguiti epr il quato giorno i violenti scontri tra le milizie governative e le fazioni druse nella città meridionale di Suwayda. Intanto, Israele ha ripreso gli attacchi contro la Siria, copendo Damasco.
BREAKING | The Israeli army bombs the entrance gate of Syria's General Staff Headquarters in the capital Damascus. pic.twitter.com/Y5gOcyH8gi
— The Cradle (@TheCradleMedia) July 16, 2025
Poco dopo che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva promesso di continuare gli attacchi finché le truppe governative non si fossero ritirate da Suwayda, nella capitale Damasco è stata udita una violenta esplosione.
In una nota l'esercito di occupazione israeliano ha scritto: "Le IDF hanno recentemente attaccato l'ingresso del Quartier Generale dello Stato Maggiore del regime siriano nell'area di Damasco, in Siria. Le IDF continuano a monitorare gli sviluppi e le attività contro i civili drusi nella Siria meridionale e, secondo le istruzioni del livello politico, attaccano la zona ed sono preparate a diversi scenari".
Il notiziario ebraico Channel 14 ha poi confermato: "L'aeronautica militare israeliana ha condotto un attacco nei pressi del Ministero della Difesa siriano, come messaggio di avvertimento al regime di Ahmad al-Sharaa".
"Il regime siriano deve lasciare in pace i drusi a Suwayda e ritirare le sue forze. Come abbiamo chiarito e avvertito, Israele non abbandonerà i drusi in Siria e applicherà la politica di smilitarizzazione che abbiamo deciso", ha dichiarato Katz mercoledì mattina.
"Le IDF continueranno a colpire le forze del regime finché non si ritireranno dalla zona e presto intensificheranno la loro risposta contro il regime se il messaggio non verrà recepito", ha aggiunto.
Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), da quando sono scoppiati i combattimenti domenica sono state uccise circa 250 persone, "tra cui almeno 21 civili giustiziati extragiudizialmente".
Il SOHR ha aggiunto che la situazione umanitaria a Suwayda è "deteriorata drasticamente".
Secondo fonti locali, decine di famiglie a Suwayda sono assediate nelle loro case mentre le forze governative siriane e le fazioni estremiste affiliate continuano ad avanzare, nel timore di nuovi massacri contro i civili.
Riprese video e immagini hanno mostrato le milizie del governo siriano mentre rivolgevano minacce settarie ai drusi, rapendo anziani drusi disarmati (chierici) e tagliando loro i tradizionali baffi.
Le foto hanno mostrato anche i corpi di religiosi disarmati dopo essere stati giustiziati dalle forze governative e dalle milizie e forze beduine alleate. Gli scontri sono iniziati domenica dopo che miliziani beduini pro-Damasco hanno allestito un posto di blocco sull'autostrada Damasco-Suwayda, dove hanno rapinato e picchiato brutalmente un giovane druso, innescando una serie di attacchi di ritorsione e risposte governative.
Damasco ha dichiarato all'inizio di questa settimana che le sue forze si sarebbero schierate a Suwayda per ristabilire l'ordine e disarmare i gruppi "fuorilegge".
Il Consiglio militare di Suwayda, guidato dai drusi e formatosi a febbraio, ha condotto una controffensiva martedì, riconquistando alcune aree del centro cittadino di Suwayda, che nel frattempo sono nuovamente cadute nelle mani delle forze governative.
La leadership religiosa drusa della Siria ha invitato alla "resistenza" contro l'offensiva del governo.
La situazione è degenerata rapidamente e gli scontri continuano ad intensificarsi nonostante il cessate il fuoco annunciato dal ministro della Difesa siriano Murhaf Abu Qasra il 15 luglio.
Si prevede che anche gli attacchi israeliani continueranno. Le forze di occupazione israeliane continuano a consolidare la loro presa sulla Siria meridionale, dopo averla occupata in seguito alla caduta del governo dell'ex presidente siriano Bashar al-Assad e aver spinto per una completa smilitarizzazione dell'area.
Israele afferma di voler sostenere la minoranza drusa e di voler impedire la sua persecuzione da parte di Damasco, che di recente è stata impegnata in trattative con Tel Aviv su possibili accordi di normalizzazione e sicurezza.
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