Israele e la distruzione a Gaza: le nuove foto di Google Maps svelano la devastazione
Le nuove immagini satellitari di Google Maps, pubblicate lunedì, mostrano in tutta la sua drammaticità l'entità della distruzione causata dalla guerra condotta da Israele nella Striscia di Gaza. Gli scatti dall'alto documentano la scomparsa di interi quartieri residenziali e vaste aree urbane ormai ridotte a cumuli di macerie.
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I rilievi aggiornati mostrano una trasformazione radicale del paesaggio urbano: la devastazione non riguarda più solo singoli edifici, ma interi isolati, lasciando ampi spazi vuoti laddove un tempo sorgevano zone ad altissima densità abitativa. Il confronto visivo tra l'attuale assetto del territorio e quello prebellico permette di cogliere appieno la reale portata dei danni.
Queste immagini arrivano mentre le conseguenze del conflitto continuano a minacciare la popolazione palestinese, anche a seguito del cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Da allora, decine di strutture lesionate dai bombardamenti sono crollate improvvisamente sugli abitanti. A questo si aggiunge una grave emergenza abitativa, esacerbata dai continui blocchi e restrizioni all'ingresso di alloggi temporanei e moduli prefabbricati.
Il pericolo, infatti, non riguarda soltanto gli stabili già rasi al suolo. Gli attacchi hanno lasciato migliaia di edifici gravemente incrinati e instabili, ad altissimo rischio di crollo in presenza di pioggia, vento e intemperie.
I dati confermano la portata dell'impatto: secondo un rapporto pubblicato a febbraio dal Relatore Speciale ONU sul diritto all'alloggio, in quasi due anni sono state sganciate sulla Striscia oltre 200.000 tonnellate di esplosivo. Un'ulteriore analisi condotta dal Centro Satellitare delle Nazioni Unite (UNOSAT) ha rilevato che, al 16 giugno 2026, circa 201.290 edifici — pari all'82% del totale delle strutture della Striscia — risultavano danneggiati. Nel dettaglio si contano 134.422 stabili completamente distrutti, 13.848 gravemente compromessi, 28.096 moderatamente lesionati e 24.924 a rischio, per un totale di circa 328.627 unità abitative colpite.
Dall'8 ottobre 2023, l'offensiva nella Striscia di Gaza ha provocato la morte di oltre 74.000 palestinesi e il ferimento di oltre 175.000 persone, arrivando a distruggere o danneggiare circa il 90% delle infrastrutture dell'enclave.



