Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco di 10 giorni

808
Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco di 10 giorni

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che un cessate il fuoco di 10 giorni in Libano entrerà in vigore giovedì alle 17:00 ora della costa orientale degli Stati Uniti (mezzanotte ora di Beirut), a seguito di colloqui con funzionari libanesi e israeliani.

In un post su Truth Social, Trump ha affermato di aver avuto colloqui con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dichiarando che entrambe le parti hanno concordato di avviare una tregua temporanea.

"Ho appena avuto delle ottime conversazioni con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la PACE tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un CESSATE IL FUOCO di 10 giorni alle 17:00 EST", ha scritto Trump. 

È stata la leva dell'Iran nella regione di Hormuz, e non la mediazione statunitense, a determinare i termini del cessate il fuoco.

La narrazione promossa da Donald Trump, secondo cui il cessate il fuoco in Libano sarebbe scaturito principalmente dalla mediazione guidata dagli Stati Uniti, oscura il ruolo decisivo della pressione coercitiva esercitata dall'Iran sullo Stretto di Hormuz, che Teheran ha esplicitamente vincolato a qualsiasi esito di de-escalation.

La pressione iraniana è stata fondamentale per far progredire il cessate il fuoco, e non secondaria alla diplomazia, con funzionari che hanno indicato un costante impegno che ha spinto verso una tregua. Allo stesso tempo, la posizione iraniana ha chiarito che le condizioni del cessate il fuoco erano inseparabili dalla questione di Hormuz: Teheran aveva già sospeso o minacciato di bloccare il traffico marittimo in risposta agli attacchi israeliani contro il Libano, nell'ambito di un "cessate il fuoco per tutti o per nessuno", collegando direttamente la calma regionale alla sicurezza della via navigabile.

Più esplicitamente, i funzionari iraniani hanno ribadito che le loro condizioni per il cessate il fuoco erano "chiaramente definite", comprese le richieste legate a garanzie strategiche più ampie e allo status di Hormuz, respingendo qualsiasi ipotesi di de-escalation incondizionata.

Ciò è ulteriormente rafforzato dal fatto che il quadro negoziale iraniano includeva condizioni relative a un nuovo assetto giuridico e di sicurezza per lo stretto, ponendo Hormuz al centro di qualsiasi accordo. Parallelamente, anche i resoconti occidentali riconoscono che l'Iran ha subordinato l'accesso marittimo e le misure di de-escalation, come la concessione di un passaggio sicuro, al raggiungimento di un accordo più ampio, sottolineando che Hormuz era una merce di scambio piuttosto che una questione secondaria.  

Nel complesso, le prove schiaccianti dimostrano che il cessate il fuoco è stato fondamentalmente determinato dalla capacità dell'Iran di intensificare le ostilità a livello regionale, costringendo Washington ad adattarsi a queste condizioni, nonostante i tentativi pubblici di presentare l'esito come il risultato di un'iniziativa diplomatica statunitense piuttosto che come una resa alle pressioni iraniane.

Trump sottolinea i rari colloqui a Washington

Trump ha aggiunto nel suo post che i rappresentanti del Libano e di Israele si sono incontrati all'inizio di questa settimana a Washington per la prima volta in 34 anni, con la presenza del Segretario di Stato americano Marco Rubio durante i colloqui.

"Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, DC, con il nostro grande Segretario di Stato, Marco Rubio", ha affermato.

Il presidente degli Stati Uniti ha osservato di aver incaricato il vicepresidente JD Vance, il segretario Rubio e il capo di stato maggiore congiunto Dan Razin Caine di coordinare gli sforzi con entrambe le parti al fine di raggiungere quella che ha definito una "pace duratura".

Colloqui libanesi-israeliani

Il primo ciclo di colloqui tra Libano e Israele è iniziato martedì sera a Washington con la mediazione degli Stati Uniti, segnando il primo contatto diretto tra le due parti da decenni.   

I funzionari libanesi hanno sottolineato che il cessate il fuoco è l'unico punto all'ordine del giorno, affermando che i negoziati verrebbero interrotti se "Israele" si rifiutasse di rispettarlo. Nel frattempo, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha descritto i colloqui come un'"opportunità storica".

In risposta, sono scoppiate proteste davanti al Gran Serail libanese, in segno di rifiuto di qualsiasi forma di contatto o dialogo tra il governo e l'entità israeliana, segnalando la ferma volontà popolare di rifiutare la "diplomazia" o la "pace" con un'occupazione che continua a versare sangue sul suolo libanese ogni giorno. 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza di Michelangelo Severgnini Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere   Una finestra aperta Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici di Paolo Desogus I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO di Marinella Mondaini La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

Un governo di principianti. L'esecutivo in cerca di elemosina di Giuseppe Giannini Un governo di principianti. L'esecutivo in cerca di elemosina

Un governo di principianti. L'esecutivo in cerca di elemosina

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Coloni israeliani: lo schifo UE di Giorgio Cremaschi Coloni israeliani: lo schifo UE

Coloni israeliani: lo schifo UE

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti