Israele ordina 1600 nuove abitazioni per i coloni in Cisgiordania. A rischio i negoziati di pace
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Dopo la visita del segretario di Stato americano John Kerry, principale mediatore nel processo di pace, e dopo aver liberato, lo scorso Dicembre, i primi 26 prigionieri palestinesi così come previsto dagli accordi stipulati con Washington, nei giorni scorsi, il governo israeliano pare aver cambiato direzione.
Dalle colonne del ‘Time’ infatti si apprende della decisione di Israele di costruire 1600 nuove abitazioni per i coloni nei territori occupati palestinesi. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che le nuove costruzioni saranno realizzate a Ramat Shlomo, un’enclave situata a Gerusalemme Est, e in vari insediamenti in Cisgiordania, quali Efrat, Ariel e Pisgat Zeev. I palestinesi chiedono da tempo la restituzione proprio di tali territori, sottratti da Israele alla Giordania durante la guerra del 1967 in Medio Oriente.
L’annuncio, previsto per i primi giorni di Gennaio, era stato rinviato di qualche giorno, probabilmente per evitare qualsiasi coincidenza con la visita di Kerry della scorsa settimana. Nonostante la decisione non sia una vera e propria sorpresa, è probabile che susciti la rabbia dei Palestinesi, oltre al rischio di mettere in serio pericolo tutti gli sforzi fatti soprattutto dagli USA per portare aventi il processo di pace. Il destino del territorio in questione infatti è argomento molto sensibile per entrambe le parti.


