Israele: Tel Aviv archivia una strage di 21 civili nel 2009 a Gaza. Nessun responsabile
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L'esercito israeliano ha chiuso ufficialmente l'investigazione sull'uccisione di 21 membri di una famiglia palestinese nell'offensiva di Gaza del 2009, senza aver individuato alcun responsabile. Il 4 gennaio di quell'anno, soldati israeliani della Brigada Givati avevano ordinato a 100 membri del clan Samouni di riunirsi in una delle loro case nel quartiere di al-Zaytoun a Gaza City. La mattina successiva, quando alcuni hanno cercato di lasciare l'abitazione, l'esercito ha lanciato tre missili, facendo crollare la casa e uccidendo 21 persone, di cui 9 bambini. Nel denunciare l'accaduto, l'organizzazione per i diritti umani israeliana B'Tselem ha accusatto l'esercito di aver ritardato di due giorni l'evacuazione dei feriti dall'abitazione, quando ha demolito completamente l'edificio con i corpi morti dentro. Secondo testimoni diretti ascoltati dal giornale israeliano Haaretz, il comandante della Brigada Givati ha dato l'ordine dopo che con fotografie aree aveva concluso che nella casa si nascondevano combattenti armati.
L'avvocato militare generale ha chiuso il caso e giudicato non provabili le accuse di crimini di guerra, con una lettera inviata a B'Tsalem, costantemente impegnata a fare pressioni sulle autorità perché fosse fatta giustizia. “L'attacco ai civili, al di fuori dei combattimenti, non è stato fatto direttamente e coscientemente in una maniera che indicherebbe responsabilità criminale", si legge nella lettera. B'Tselem in una nota di mercoledì critica il sistema di investigazione interna all'esercito e giudica "inaccettabile" il fatto che non sia stato giudicato colpevole nessuno per un'azione che ha fatto una strage di "civili non coinvolti". Ed è vergognoso, continua l'associazione dei diritti umani israeliana, che siano stati intrapresi solo "tre processi contro i soldati che hanno partecipato all'offensiva di Gaza del 2009: uno per furto di una carta di credito da un civile, uno per uso di un bambino come scudo umano ed, infine, uno per
strage di persone anonime”.
Nell'offensiva di tre settimane lanciata dall'esercito israeliano in risposta al ripetuto lancio di missili da Gaza da parte di Hamas morirono circa 1,400 palestinesi e 13 miltiari israeliani.


