Israele: Un miliardo per manipolare l'IA. Così la propaganda influenza le risposte di ChatGPT su Gaza
Un recente rapporto pubblicato il 24 luglio da Responsible Statecraft (RS) rivela che, dal 7 ottobre 2023, il governo israeliano ha stanziato oltre un miliardo di dollari in operazioni di propaganda. L'obiettivo primario di questo investimento senza precedenti è tentare di arginare e invertire il netto crollo del consenso pubblico globale, provocato dalle azioni militari nella Striscia di Gaza che sono costate la vita a oltre 73.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini. Questa imponente cifra rappresenta una drastica escalation nella spesa per la cosiddetta Hasbara globale, la strategia di comunicazione strategica di Tel Aviv rivolta in particolar modo all'opinione pubblica degli Stati Uniti, storico e fondamentale alleato geopolitico.
La decisione di intensificare la pressione mediatica nasce dalla crescente ostilità dei cittadini statunitensi verso la condotta di guerra israeliana. Un sondaggio condotto da Gallup nel luglio 2025 ha evidenziato come ben il 60% degli intervistati approvasse negativamente le operazioni a Gaza, ormai ridotta a un cumulo di macerie. Per contrastare questo vertiginoso calo di popolarità, Tel Aviv ha ingaggiato figure di spicco della comunicazione politica americana, tra cui Brad Parscale, ex responsabile della campagna elettro-digitale di Donald Trump. Parscale è stato incaricato di gestire campagne massive di messaggistica SMS sotto le spoglie di sigle apparentemente neutrali o pacifiste, come "Alleati per la Pace".
Storicamente, l'influenza israeliana negli Stati Uniti si è avvalsa di potenti gruppi di pressione e lobby nazionali, come l'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) e la Christians United for Israel (CUFI). Essendo formate da cittadini statunitensi, tali organizzazioni non sono mai state soggette all'obbligo di registrazione come agenti stranieri ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA). Tuttavia, l'indagine di Responsible Statecraft mette in luce un cambio di marcia: Israele ha speso direttamente oltre 100 milioni di dollari negli Stati Uniti per ingaggiare agenti stranieri regolarmente registrati. Questo passaggio consente al governo israeliano di esercitare un controllo diretto sulle narrative, targettizzare con precisione specifici segmenti demografici e agire con maggiore snodevolezza tattica.
L'inchiesta di RS, basata sull'incrocio tra i registri del FARA, i documenti contabili sugli appalti pubblici israeliani e decine di interviste ad addetti ai lavori, mostra che gran parte della regia è stata affidata al colosso pubblicitario francese Havas Media. La società subappalta le operazioni ad agenzie di pubbliche relazioni americane per intercettare i gruppi sociali ritenuti più critici o a rischio di allontanamento: i giovani, le comunità evangeliche e l'elettorato conservatore. Attraverso questa rete, Tel Aviv ha finanziato influencer sui social media, invii di SMS su larga scala e persino sofisticate operazioni volte a condizionare le risposte dei modelli di intelligenza artificiale.
Particolarmente controversa è la tecnica del cosiddetto LLM poisoning ("avvelenamento" dei modelli linguistici di IA). Il governo israeliano ha promosso la creazione di una vasta rete di siti web filo-governativi strutturati appositamente per essere indicizzati e assimilati da chatbot come ChatGPT, Claude o Grok. L'intento è far sì che, quando gli utenti interrogano l'intelligenza artificiale su eventi specifici del conflitto, l'algoritmo non fornisca un quadro lineare dei fatti, ma restituisca versioni ambigue, diluendo le responsabilità militari e mettendo in risalto le giustificazioni ufficiali di Tel Aviv, perfino su casi di forte impatto emotivo come la morte della piccola Hind Rajab.
Nonostante la trasparenza richiesta dalla legge federale, diverse agenzie di comunicazione e influencer legati al governo israeliano hanno evitato di dichiarare pubblicamente i propri vincoli finanziari con Tel Aviv. Ciononostante, le conclusioni dell'inchiesta di Responsible Statecraft evidenziano un limite strutturale di questa imponente campagna: sebbene le nuove tattiche stiano ridefinendo i contorni del panorama informativo e dell'influenza politica negli Stati Uniti, l'enorme sforzo economico non è riuscito a colmare il solco creato dall'impopolarità e dalle conseguenze devastanti delle politiche belliche israeliane.


