Italia. "Il Paese rimane esposto ai cambiamenti dei mercati finanziari", rapporto Ocse
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Nel suo rapporto sull’economia italiana pubblicato giovedì 2 maggio, l'Ocse sottolinea come per l’Italia, la priorità resta "la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico". Questo perché "con un rapporto debito/Pil vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante", il Paese "rimane esposto ai cambiamenti improvvisi dell’umore dei mercati finanziari".
Secondo l’Ocse il rapporto deficit/pil dell’Italia salirà al 3,3% nel 2013 e al 3,8% nel 2014, molto peggiore del quadro macroeconomico contenuto nel Def presentato in aprile, quando il governo stimava un deficit al 2,9% del Pil nel 2013 e all’1,8% del Pil nel 2014. Per questo, secondo l'Ocse, in Italia "è impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell’imposizione", ma l’eliminazione delle agevolazioni fiscali senza giustificazioni economiche permetterebbe di aumentare la base imponibile e quindi ritoccare le aliquote marginali "senza impatto sulle entrate".
Secondo l’Ocse il rapporto deficit/pil dell’Italia salirà al 3,3% nel 2013 e al 3,8% nel 2014, molto peggiore del quadro macroeconomico contenuto nel Def presentato in aprile, quando il governo stimava un deficit al 2,9% del Pil nel 2013 e all’1,8% del Pil nel 2014. Per questo, secondo l'Ocse, in Italia "è impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell’imposizione", ma l’eliminazione delle agevolazioni fiscali senza giustificazioni economiche permetterebbe di aumentare la base imponibile e quindi ritoccare le aliquote marginali "senza impatto sulle entrate".
L’Ocse, infine, rivede di nuovo al ribasso le stime sul Pil per il 2013, prevedendo una contrazione dell’1,5%, contro il -1% previsto nell’outlook del novembre scorso. Il ritorno alla crescita non è previsto prima del 2014.


