Jeff Gundlach: "Se i prezzi del petrolio scendono a 40 dollari il barile, le conseguenze geopolitiche sarebbero devastanti".
“Spero che questo non avvenga, sarebbe qualcosa di molto, molto sbagliato per il mondo, non solo per l'economia"
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In un'intervista recente con FuW, Jeff Gundlach, analista di DoubleLine ha spiegato le sue preoccupazioni sulla situazione del mercato petrolifero attuale. “Non è, senza equivoci, una situazione buona per nessuno”.
Alla domanda del giornalista sulle consequenze sui mercati finanziari del crollo nel mercato petrolifero, Gundlach ha risposto che se il prezzo dovesse scendere a 40 dollari il barile, i rendimenti sui titoli decennali del tesoro americano andrebbero verso l'1%. “Spero che questo non avvenga, sarebbe qualcosa di molto, molto sbagliato per il mondo, non solo per l'economia. Le consequenze geopolitiche potrebbero essere terribili”.
Gundlach, scrive Zero Hedge, ha ragione da un punto di vista storico....
Le forti oscillazioni del prezzo del petrolio sono state sempre associate con grandi crisi economiche e geopolitiche a livello globale. Se causate da esportatori o importatori poco importa, la differenza questa volta è che, grazie alle maniche larghe delle Banche centrali, la liquidità scorre veloce e amplifica quindi ogni effetto.


Gundlach non è il solo ad alimentare queste preoccupazioni. In un suo commento recente dal titolo
"The Implications of $75 Oil for the US Economy", l'hedge fund Bridgewater Associates, LP ha confermato che prezzi petroliferi così bassi avranno un impatto molto negativo sull'economia americana. Dopo un impatto iniziale trasitorio positivo sul Pil, Bridgewater spiega come gli investimenti petroliferi e la produzione rappresentano uno 0,5% del Pil. Se i livelli del petrolio, concludeva l'analisi dell'hedge fund, dovessero scendere sotto i 75 dollari a barile, potrebbe causare il prossimo anno una diminuzione materiale alla crescita dell'1-1,5%”.

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