Khartoum dichiara "nemico" il Sudan del Sud. Colpito un campo UNIMISS nell'escalation di violenze
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Si intensificano i combattimenti nella zona frontaliera tra il Sudan ed il Sudan del Sud. Dopo che il Parlamento di Kharthoum ha approvato all'unanimità una risoluzione che definisce “nemico” lo stato vicino, la missione delle Nazioni Unite in Sudan del Sud ha confermato che un campo di peacekeeping dell'Onu è stato tra i bersagli dei raid arei del Sudan, negli scontri di confine tra i due paesi. Kouider Zerrouk, portavoce della missione delle Nazioni Unite in Sudan del Sud (UNMISS), ha però confermato che non vi sono morti tra i caschi blu.
Secondo il ministro dell'informazione di Juba, Gideon Gapman, sarebbero sette i civili uccisi nei bombardamenti della città di Mayom e della regione di Bentiu lunedì; mentre domenica i bombardamenti dello stato frontaliero di Unità avrebbero causato 9 morti tra la popolazione. Dichiarazioni smentite da Khartoum che ha ribadito come i suoi obiettivi siano esclusivamente militari.Dopo una settimana di scontri al confine per la zona ricca di petrolio, l'Unione Africana e le Nazioni Unite hanno condannato il Sud per l'aggressione di una zona riconoscita al Sudan ed intimato il ritiro immediato dell'esercito. Il forzato stopo alla produzione di petrolio, che rappresenta circa il 90% delle entrate per entrambi i stati, sta già ponendo diversi problemi economici ai due paesi.
Da quando il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza nel luglio scorso, le relazioni tra i due paesi restano estremamente tese. Karthoum e Juba non riescono a trovare un accordo sul tracciato della linea di frontiera tra i due paese e si accusano reciprocamente di alimentare ribellioni armate sul territorio altrui. Tuttavia è il petrolio il centro della questione: il Sud Sudan ha ottenuto, dopo l’indipendenza, circa tre quarti delle riserve petrolifere dell’intero paese, mentre gli oleodotti per le esportazione del greggio passano tutti attraverso il Sudan.


