di Simone Nastasi
Il governo di Pechino ha annunciato di essere pronto a consentire il trading diretto tra la valuta nazionale, il renmimbi, e il dollaro di Singapore. La notizia è uscita sul The BricsPost il sito di informazione specializzato nel diffondere le notizie che riguardano i Paesi Brics ( Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).
L’annuncio è stato dato dal CFETS (China Foreign Exchange Trade System) e prevede l’autorizzazione per gli operatori finanziari a negoziare sul mercato a pronti (spot), a termine (forward) e contratti swap (scambio di pagamenti tra due valute) lo scambio tra il renmimbi e le altre più importanti valute mondiali tra le quali adesso anche il dollaro di Singapore. La decisione presa dal governo cinese, che consentirà di ridurre oltre al costo delle transazioni anche il rischio di cambio, è finalizzata ad aumentare l’utilizzo del renmimbi nelle transazioni internazionali per consentire così alla valuta cinese di diventare una valida alternativa al dollaro americano come moneta di riserva.
Ed è forse questa la vera notizia. Se infatti fino ad oggi il tasso di cambio tra il renmimbi cinese e il dollaro di Singapore era calcolato utilizzando il dollaro americano, questo da domani non avverrà più. La transazione avverrà direttamente e i valori utilizzati saranno soltanto i due che riguardano lo scambio. Questa notizia rinforza le convinzioni espresse dal presidente di Bank of China, Tian Guoli, in un’intervista per la Class Cnbc e pubblicata da Milano Finanza, rilasciata in occasione del vertice Asem di Milano, lo scorso 14 ottobre. Guoli si era detto convinto che il renmimbi nei prossimi anni sarà l’assoluto protagonista come valuta di riserva mondiale insieme al dollaro americano e all’euro. Ma se lo stato di salute della moneta unica è reso sempre precario dalla debolezza dei fondamentali macroeconomici dell’Eurozona, primo tra tutti una ripresa che stenta ad arrivare a fronte di una recessione ormai cronica in Paesi come l’Italia, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda il dollaro americano.
A dimostrazione di ciò c’è proprio l’andamento del tasso di cambio tra le due valute che da settimane registra un trend di apprezzamento costante del dollaro rispetto all’euro. E tra gli economisti sono in molti a credere che nel 2015 si potrebbe arrivare anche alla parità tra le due valute. In un quadro siffatto, si sta inserendo la crescita costante del renmimbi sia nelle transazioni che all’interno dei portafogli degli investitori internazionali. Le ragioni del successo non sono spiegate soltanto guardando i fondamentali dell’economia cinese che anche quest’anno registra un tasso di crescita di oltre 7 punti percentuali ma anche, come ha spiegato lo stesso Tian Guoli, dagli accordi stipulati dal governo cinese in ambito commerciale. Come ad esempio gli accordi di collaborazione in Renmimbi stretti con Inghilterra e Francia in modo di stimolare la presenza sui mercati internazionali di prodotti il cui valore è espresso in moneta cinese. Tra questi, è notizia della scorsa settimana, la scelta operata dal governo inglese di emettere per la prima volta obbligazioni statali in moneta cinese.
ATTENZIONE!
Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.
oppure effettua una donazione