La Cina condanna la "falsa narrativa" di Filippine, Australia, Giappone e USA sulle questioni marittime
Dopo il comunicato congiunto dei quattro alleati, Pechino replica: "L'Asia-Pacifico non è una scacchiera geopolitica"
La Cina ha espresso una ferma condanna contro alcuni paesi che, come denunciato dalle autorità di Pechino, stanno diffondendo “false narrazioni” sulle questioni marittime e formulando accuse infondate nei confronti del gigante asiatico. La reazione arriva dopo che i ministri della Difesa di Filippine, Australia, Giappone e Stati Uniti si sono incontrati il 3 novembre a margine della riunione dei ministri della Difesa dell'ASEAN Plus, rilasciando una dichiarazione congiunta sulle questioni marittime.
La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, intervenendo durante il briefing quotidiano con la stampa, ha sottolineato che la situazione nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale è attualmente stabile. Secondo la diplomatica, le parti coinvolte dovrebbero rispettare gli sforzi dei paesi regionali volti a gestire le questioni marittime attraverso il dialogo e la consultazione, mantenendo la pace e la stabilità nell'area, invece di utilizzare tali questioni per seminare discordia e aumentare le tensioni.
Pechino ha riservato parole particolarmente dure per il cosiddetto arbitrato sul Mar Cinese Meridionale del 2016, oggetto di riferimento nella dichiarazione congiunta dei quattro paesi. La Cina definisce l'arbitrato "nient'altro che una farsa politica mascherata da processo legale", volta a destabilizzare il Mar Cinese Meridionale per interessi egoistici. Mao ha ribadito con forza che il cosiddetto lodo è illegale, nullo e privo di qualsiasi validità, sottolineando che la Cina non lo ha mai accettato né riconosciuto fin dall'inizio.
La portavoce ha poi lanciato un messaggio più ampio sulla situazione geopolitica regionale, affermando che l'Asia-Pacifico rappresenta un modello di cooperazione e sviluppo, non una scacchiera per la competizione geopolitica. Secondo Pechino, la politica dei blocchi e il confronto tra schieramenti non porteranno pace e sicurezza, risultando anzi dannosi per la stabilità della regione Asia-Pacifico e del mondo intero.
La dichiarazione di Mao Ning esprime "forte insoddisfazione e ferma opposizione" alle accuse mosse dai quattro paesi alleati, che secondo la Cina stanno alimentando false narrazioni sulle questioni marittime e diffamando ingiustamente il paese.
Le autorità cinesi hanno esortato le parti interessate a cessare di alimentare dispute e tensioni sotto il pretesto delle questioni marittime, ribadendo la volontà di Pechino di gestire i contenziosi regionali attraverso canali diplomatici e il dialogo bilaterale.

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