La Cina esorta USA e Iran a rispettare il cessate il fuoco
Nella giornata di mercoledì, la Cina ha rivolto un esplicito e fermo invito agli Stati Uniti e all'Iran affinché rispettino l'accordo di cessate il fuoco in vigore, esortando tutte le parti coinvolte nel conflitto a non riprendere le ostilità sul campo.
"La Cina esprime profonda preoccupazione per l'attuale evoluzione della situazione", ha dichiarato a Pechino la portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, durante il consueto incontro con la stampa.
La presa di posizione del governo cinese è giunta all'indomani delle dichiarazioni di Washington, con cui il Pentagono ha confermato di aver condotto attacchi mirati sull'isola iraniana di Qeshm, descritti come una "risposta ai tentativi di attacco perpetrati dall'Iran in tutto il Medio Oriente". Le autorità statunitensi hanno inoltre precisato che le proprie forze militari, in sinergia con gli eserciti alleati, hanno intercettato una massiccia ondata di droni e missili balistici iraniani.
Nelle stesse ore, anche il Kuwait ha confermato che i propri sistemi di difesa aerea sono entrati in funzione prima dell'alba per respingere attacchi ostili condotti con vettori e velivoli senza pilota.
Il valore dei negoziati nell'era post-escalation
Commentando la fragilità del quadro di sicurezza regionale, la portavoce Mao Ning ha rimarcato che "la ripresa delle operazioni belliche non serve gli interessi di nessuno".
"Ci auguriamo che le parti interessate sappiano valorizzare gli spiragli di pace, onorino gli impegni presi con il cessate il fuoco e mantengano vivo lo slancio dei negoziati. È fondamentale attenersi alla risoluzione delle controversie attraverso canali politici e diplomatici, al fine di giungere al più presto a una tregua globale e duratura che crei le condizioni necessarie al ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente."
Le diplomazie internazionali tentano così di arginare una nuova spirale di violenza: gli Stati Uniti e l'Iran hanno infatti effettuato recenti attacchi aerei reciproci, mettendo a dura prova il regime di cessate il fuoco formalmente in vigore dall'8 aprile, giunto a seguito del conflitto aperto tra l'asse USA-Israele e la Repubblica Islamica scoppiato il 28 febbraio.


