La Cina rafforza la sua Marina: testato il più potente cannone navale del mondo
La Cina sta sviluppando quello che potrebbe diventare il più potente cannone navale in servizio al mondo, un sistema da 155 millimetri progettato per fornire supporto di fuoco a lungo raggio in eventuali operazioni anfibie, a partire da uno scenario sempre più discusso: Taiwan. Il prototipo, realizzato dal colosso statale Norinco e completato nel marzo 2025, è stato recentemente testato in mare aperto a bordo della nave sperimentale Wu Yunduo. Con una torretta stealth pensata per ridurre la rilevabilità radar e una gittata dichiarata fino a 200 chilometri grazie a munizioni a lungo raggio, il nuovo sistema rappresenta un significativo salto tecnologico per la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione.
L’obiettivo è duplice: garantire un supporto di fuoco continuo alle truppe da sbarco e ridurre la dipendenza dai costosi missili di precisione. A differenza degli intercettori e dei missili da crociera, che richiedono tempi lunghi e costi elevati di produzione, un cannone può disporre di centinaia di colpi pronti all’uso, offrendo una capacità di fuoco sostenuta durante operazioni prolungate. Pechino sembra inoltre aver tratto lezione dall’esperienza statunitense. Il programma USA dei cacciatorpediniere Zumwalt e delle munizioni LRLAP si è rivelato estremamente costoso, spingendo Washington ad abbandonare il concetto di bombardamento navale avanzato per puntare sui missili ipersonici.
La Cina, al contrario, potrebbe installare il nuovo sistema sulle numerose unità Type 052D e Type 055 già in servizio, beneficiando di importanti economie di scala. Tuttavia, la vera sfida non riguarda la gittata o la potenza di fuoco. Per essere efficace in uno scenario come quello taiwanese, la Marina cinese dovrebbe prima neutralizzare la vasta rete di difesa costiera dell’isola. Taiwan dispone infatti di centinaia di missili antinave Hsiung Feng e Harpoon, distribuiti in modo disperso e progettati proprio per impedire alle navi nemiche di operare vicino alle coste. In questo contesto, il nuovo cannone navale appare come uno strumento importante ma non decisivo. La sua efficacia dipenderà dalla capacità cinese di individuare e distruggere le batterie missilistiche mobili e nascoste di Taiwan, una missione complessa che richiama le difficoltà incontrate dagli Stati Uniti nel neutralizzare reti missilistiche e droni schierati secondo logiche di guerra asimmetrica.
Più che una semplice innovazione tecnologica, il nuovo sistema d’arma riflette l’evoluzione della dottrina militare cinese: una combinazione di precisione, volume di fuoco e sostenibilità economica pensata per prepararsi a conflitti ad alta intensità nel Pacifico occidentale.
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