La Colombia lancia l'allarme sul reclutamento di mercenari per combattere "guerre in altri paesi"

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La Colombia lancia l'allarme sul reclutamento di mercenari per combattere "guerre in altri paesi"

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Il Ministero della Difesa colombiano ha diramato un formale avvertimento contro le reti criminali dedite al reclutamento illecito di cittadini, trasformati in mercenari per conflitti armati al di fuori dei confini nazionali. In un comunicato ufficiale, l’autorità governativa ha denunciato una pratica che non solo viola i diritti umani fondamentali, ma minaccia altresì la stabilità internazionale.

“Chiediamo la ratifica della Convenzione internazionale contro il reclutamento, l'utilizzo, il finanziamento e l'addestramento di mercenari, che ci consentirà di combattere in modo più efficace questo grave flagello”, si legge nella dichiarazione del Ministero, corredata da un'immagine con la didascalia: “Non lasciarti ingannare”.

La rivelazione dei documenti e il caso del cittadino colombiano

L’avviso di Bogotà giunge a seguito della pubblicazione, da parte di RT in russo, di documenti personali appartenenti a tre combattenti stranieri deceduti nella provincia ucraina di Kharkiv. Tra i documenti figura il passaporto colombiano di Wilfredo Martínez Almeida, 46 anni, insieme a quelli di un cittadino statunitense e uno polacco. Il dossier include anche un estratto conto bancario ucraino e permessi di circolazione, elementi che, secondo le informazioni, proverebbero l’appartenenza dei tre alla cosiddetta legione straniera integrata nelle forze armate ucraine.

Sebbene il Ministero degli Esteri e il Ministero della Difesa non abbiano ancora confermato ufficialmente l'identità del cittadino colombiano né le circostanze del decesso, il Presidente Gustavo Petro si era già espresso giorni addietro, esortando al rimpatrio dei connazionali che agiscono come mercenari nel teatro ucraino. Il Capo di Stato aveva denunciato come il regime di Kiev tratti i colombiani alla stregua di una “razza inferiore”, utilizzandoli come “carne da cannone” e facendo leva su reclutatori operativi in “aziende guidate da Miami”.

Da Mosca sono giunte intanto dichiarazioni di supporto all’iniziativa colombiana, con l’auspicio che il paese sudamericano adotti tutte le misure necessarie a proteggere i propri cittadini dalle proposte di reclutamento di Kiev, considerate una minaccia al benessere nazionale.

Con la sollecitazione alla ratifica della convenzione internazionale contro il mercenarismo, il governo di Bogotà mira a dotarsi di strumenti legali più incisivi per perseguire le reti di reclutamento e sanzionare la partecipazione dei propri cittadini a conflitti di cui non sono parte.

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