"La Corte ordina alle autorità libiche di procedere alla consegna immediata di Senussi ", sentenza della Corte Penale Internazionale
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Continua il braccio di ferro tra la Corte dell'Aja e il governo di Tripoli su Abdullah Senoussi, ex capo dell’intelligence di Gheddafi. Lo scorso settembre il Governo della Mauritania ha estradato in Libia Senoussi, arrestato nel marzo scorso a Nouakchott, dopo sette mesi di latitanza, mentre cercava di entrare illegalmente nel Paese. L’estradizione è stata decisa da un Collegio di giudici mauritani e ratificata dal Presidente, Mohamed Ould Abdel Aziz..
La sua estradizione ha aggravato la spaccatura tra Libia e Corte Penale Internazionale causata dalla mancata consegna al Tribunale dell’Aja di Saif Gheddafi.
L’ex uomo forte di Gheddafi è ricercato, infatti, anche dalla CPI, sulla base di un mandato spiccato il 27 giugno 2011, “per essere autore indiretto di crimini contro l’umanità, omicidio e persecuzione per motivi politici” nella città di Bengasi. La CPI ritiene che Senoussi abbia avuto un ruolo determinante nel cercare di soffocare le proteste, che hanno poi deposto il regime del Colonnello. L’ex capo dei servizi segreti libici è stato anche condannato in contumacia all'ergastolo, da un Tribunale francese, per il coinvolgimento nell'attentato all'aereo di linea francese, Uta, avvenuto nel settembre 1989 nei cieli del Niger.


