“La corte permetterà questo ritardo”, il tribunale thailandese rinvia l'inizio del processo contro i leader delle camicie rosse

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“La corte permetterà questo ritardo”, il tribunale thailandese rinvia l'inizio del processo contro i leader delle camicie rosse

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La corte thailandese preposta a giudicare per terrorismo le 24 “camicie rosse”, leader delle proteste che hanno prodotto 90 morti nel 2010, ha deciso oggi di rinviare l'inizio del processo, accogliendo la richiesta di uno degli accusati per le sue condizioni di salute. 
Tra gli accusati, che rischiano tutti la pena di morte, ci sono anche 5 parlamentari. Nell'agosto 2010 gli indagati hanno respinto ogni accusa, negando il loro coinvolgimento in presunti episodi di violenza, durante i quali sono stati dati alle fiamme decine di edifici, fra cui un centro commerciale e la sede della borsa. L'obiettivo delle violenze era protestare contro il colpo di stato delle forze filo monarchiche che nel 2006 hanno rimosso l'ex primo ministro, il miliardario Thaskin Shinawatra, adorato dalle fasce più povere per le sue riforme populiste. Da allora, i suoi sostenitori hanno indetto diverse proteste violenti, culminate nel s010, quando per un mese le strade di Bangkong sono state ostaggio dei manifestanti. Nelle elezioni del 2011, Puea Thai, partito vicino alle istanze dell'ex primo ministro, ha vinto le elezioni e la sorella dell'ex premier, Yingluck Shinawatra, è poi divenuta primo ministro.

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