La crescita del settore privato dell’economia nazionale cinese oltre gli stereotipi
di Fabio Massimo Parenti*
L'etnocentrismo occidentale continua ad offuscare la vista sulle continue trasformazioni del sistema economico-politico cinese. Risultato: non capiamo come rapportarci con il motore dell’economia mondiale. In Occidente continua a prevalere una rappresentazione della Cina come economia rigidamente statalizzata, ma la traiettoria storica e i dati più recenti dicono altro. Il 19 maggio 2026, la State Administration for Market Regulation ha reso noti dati del settore privato cinese che impongono una revisione profonda delle interpretazioni improprie.
Tre filoni di informazioni convergono in un ritratto molto più articolato: la crescita quantitativa e qualitativa delle cosiddette "Quattro Nuove Economie" (caratterizzata da nuove tecnologie, nuove industrie, nuove forme commerciali e nuovi modelli di business), il bilancio del primo anno di attuazione della Legge sulla Promozione del Settore Privato e i dati sul commercio estero e sulla redditività delle imprese private. Insieme, questi elementi descrivono un sistema in cui lo Stato costruisce cornici giuridiche e incentivi strutturali per moltiplicare il dinamismo degli attori privati che operano nell'economia cinese.
Entro la fine del 2025, il numero delle "ditte individuali" operanti nelle "Quattro Nuove Economie" ha raggiunto i 40,109 milioni di unità, mantenendo una crescita ininterrotta per cinque anni consecutivi. Vale però la pena soffermarsi sulla categoria censuaria utilizzata. Il termine cinese (geti gongshanghu) viene spesso tradotto in Occidente come "ditta individuale", evocando l'immagine di un artigiano o piccolo commerciante tradizionale. In realtà si tratta di una categoria molto più ampia: essa comprende invero micro e piccole attività private nei settori del commercio digitale, dei servizi alle imprese, della manifattura leggera, dell'economia delle piattaforme, dell'innovazione locale e delle attività familiari. Non è quindi soltanto imprenditoria individuale, ma una componente strutturale e capillare del tessuto economico cinese.
Il concetto delle "Quattro Nuove Economie" è divenuto un pilastro fondamentale della trasformazione economica nazionale, piuttosto che un semplice percorso verso la crescita quantitativa, e rappresenta la concreta incarnazione di un altro concetto altrettanto importante: quello della "nuova produttività di qualità", ufficialmente definito da Xi Jinping nel 2023 per descrivere la direzione della trasformazione economica cinese verso settori ad alta tecnologia e ad alta intensità di conoscenza, sostenuta dall'interazione tra pianificazione strategica, investimenti pubblici e iniziativa privata.

Ad un anno dall'entrata in vigore della Legge sulla Promozione del Settore Privato, i dati disponibili mostrano un nuovo dinamismo del mercato interno, sorretto operativamente dall'evoluzione del quadro normativo per le imprese private. La legge punta a facilitare lo sviluppo delle attività economiche – riducendo ad esempio la burocrazia nei settori digitali e più innovativi – e ad ampliare gli spazi di azione e di investimento per milioni di operatori non statali.
Più in generale, Pechino considera la stabilità del quadro giuridico e istituzionale un elemento centrale per sostenere la crescita del settore privato e attrarre investimenti di lungo periodo, inclusi quelli stranieri.
I dati sulla composizione settoriale della crescita forniscono una immagine più precisa di ciò che si muove all'interno delle "Quattro Nuove Economie". Nel primo trimestre 2026, le nuove attività avviate nei servizi ad alta tecnologia hanno raggiunto 535.000 unità. Sul fronte manifatturiero, i dati del 13 maggio segnalano un'accelerazione della manifattura ad alta tecnologia: crescita significativa nei settori dei semiconduttori e dei droni intelligenti, con la manifattura dei trasporti – ferrovie, cantieri navali, aerospazio e altri veicoli – che ha registrato una crescita annua del 10,6%.
Non è un caso, dunque, che questi risultati si realizzino proprio nei settori identificati come prioritari dalla strategia industriale cinese: i semiconduttori al centro della rivalità tecnologica con gli Stati Uniti, l'aerospazio come frontiera dell'innovazione, e i droni come tecnologia duale con applicazioni civili e militari. L'economia delle "Quattro Nuove Economie" è dunque il risultato degli orientamenti strategici del Partito che sostengono e canalizzano il dinamismo privato verso obiettivi nazionali specifici.
Guardando invece ai dati sul commercio estero dei primi quattro mesi del 2026, tutte le tipologie di imprese private svolgono un ruolo di primo piano. Nei mesi da gennaio ad aprile, queste imprese hanno realizzato import-export per una crescita tendenziale del 15,9%. Parliamo di una dinamica che rappresenta il 57,4% del totale del commercio estero cinese, consolidando la posizione delle imprese private come primo soggetto del commercio con l'estero, davanti alle imprese a capitale straniero e quelle statali. E ciò vale anche per i ricavi: le sole imprese private hanno registrato un incremento dei profitti del 25,4%, ben al di sopra della media aggregata. In altre parole, le imprese private non sono soltanto il principale motore del commercio estero, ma sono anche il segmento più dinamico in termini di redditività industriale.

Per concludere: l'economia cinese sfugge alle categorie classiche del dibattito occidentale in quanto la pianificazione strategica pubblica definisce le priorità di sviluppo e le cornici normative, mentre l'innovazione, la produzione e il dinamismo economico vengono affidati in misura crescente agli attori privati. In questo quadro, la Legge sulla Promozione del Settore Privato sta rafforzando la costruzione di un'architettura giuridica e strategica capace di offrire maggiore prevedibilità e legittimità all’iniziativa privata all'interno degli obiettivi nazionali di sviluppo.
*Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia


