La crisi della zona euro non è affatto finita. E' solo l'inizio. Dal Telegraph

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La crisi della zona euro non è affatto finita. E' solo l'inizio. Dal Telegraph

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Il referendum svizzero contro la libera circolazione dei lavoratori e la sentenza della Corte costituzionale tedesca sull'Omt della Bce, l'avvertimento alla Scozia che essa non potrà mantenere la sterlina se voterà per l'indipendenza sono, secondo Jeremy Warner del Telegraph, tutte parte di uno stallo sempre più esplosivo tra le forze della sovranità nazionale da un lato e dell'integrazione politica ed economica dall’altro.
 
Mentre per Berlino e Bruxelles, la peggiore crisi dalla seconda guerra mondiale è ora essenzialmente superata, per Warner è appena iniziata. Tutte le unioni monetarie ben riuscite sono iniziate con l’unione politica, per poi mettere in comune le garanzie, le istituzioni, i sistemi fiscali, fino ad arrivare a una moneta comune. L’Europa sta cercando di realizzarla al contrario; ha imposto l'unione monetaria a un'opinione pubblica ignara e adesso, tramite la conseguente crisi finanziaria, spera di aprirsi la strada a mazzate verso l’unione fiscale e politica che alla fine potrebbero farla funzionare, per arrivare in conclusione agli Stati Uniti d'Europa.
 
Nell'Eurozona, afferma il Columnist del Telegraph, è indubbio il distacco dalle elites che cercano di salvare l'euro e gli elettori e stanno costantemente perdendo la loro legittimazione. Questo progressivo scollamento tra la classe politica mainstream e la sua base si è evidenziato prepotentemente con la reazione all'esito del referendum svizzero. E' stata minacciata una rappresaglia immediata. E lo stesso genere di invettiva è stata riservata alle proposte britanniche di limitare la migrazione dei lavoratori. Ma l’élite europea non può non sapere che tutti i paesi ad alto reddito voterebbero allo stesso modo degli svizzeri, se ne avessero la possibilità. L'arroganza dei leader politici, che pensano di sapere cosa è meglio per i loro elettori, poteva essere tollerabile finché l’Europa stava crescendo. Ma oggi, afferma Warner, sono solo portatori di un disastro economico, cosa che rende la loro posizione, e la legittimazione del progetto dell'Unione europea, sempre più vulnerabili.
 
Si assiste, conclude Warner, a un arretramento potenzialmente irresistibile verso i principi della sovranità nazionale in un momento in cui la sopravvivenza dell'euro richiede l’esatto opposto – maggiori livelli di integrazione economica, fiscale e politica. Si profila uno scontro titanico. La crisi dell'Eurozona non è affatto finita.

Per una traduzione completa dell'articolo si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero

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