La de-dollarizzazione si diffonde: Cina e Svizzera firmano un accordo valutario swap
Le due banche centrali potranno comprare e vendere le loro monete fino a un limite di 150 miliardi di renminbi
3555
Nuovo tassello nel processo di de-dollarizzazione del sistema finanziario mondiale. La Banca nazionale svizzera e la Banca popolare di Cina hanno raggiunto un nuovo accordo sulle compravendite valutarie swap questa settimana. Lo scrive Martell Armstrong sul suo blog, che sottolinea anche come questa sia l'ennesima dimostrazione di come la Cina si appresti a divenire la prima economia al mondo, con l'Europa e gli Stati Uniti ormai in fallimento e nella socializzazione delle perdite.
Quest'accordo permetterà alle due banche centrali di comprare e vendere le loro monete fino a un limite di 150 miliardi di renminbi, o 21 miliardi di franchi svizzeri. Il patto siglato permetterà poi alla banca centrale svizzera di investire parte delle sue riserve in valuta estera nei mercati azionari cinesi. Secondo la SNB l'accordo rafforzerà ulteriormente la collaborazione tra la Svizzera e la parte cinese e sarà un "requisito chiave per lo sviluppo di un mercato della valuta cinese in Svizzera". "Faciliterà il commercio e l'investimento tra i due paesi" ha dichiarato in una nota la Banca centrale cinese.
Si tratta, conclude Armstrong, dell'ennesima dimostrazione di come la Cina si stia muovendo nella giusta direzione, mentre la Russia ancora pensa che la sua influenza va valutata in base al territorio.


