"La Francia non poteva vendere le navi da guerra alla Russia". L'Ambasciatore ucraino presso l'Ue
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"Il contratto francese per la vendita di due portaelicotteri della classe Mistral alla Russia viola le regole di base dell'Unione europea, i requisiti per la fornitura di armi a paesi terzi sanciti nel Codice di condotta sulle esportazioni di armi dell’Ue del 1998, confermati nel 2008 dalla posizione comune del Consiglio”. A sostenerlo è l'ambasciatore dell'Ucraina presso l’Ue, Kostiantyn Yelisieiev in un'intervista concessa ad EurActiv.
Marinai russi proseguono, intanto, l’addestramento in Francia sulle navi da assalto anfibio che saranno consegnate entro la fine dell'anno nell’ambito del contratto firmato nel 2011. Il 14 luglio, in occasione della celebrazione per la presa della Bastiglia, alcune centinaia di ucraini hanno protestato contro l'accordo all’esterno di un museo di Kiev dove si celebrava la ricorrenza.
Il diplomatico ha aggiunto che, anche senza l'analisi dettagliata della legislazione UE, la guerra in Georgia nell'agosto 2008, l'annessione della Crimea e le campagne di destabilizzazione condotte dalla Russia nelle regioni orientali dell'Ucraina sono chiare evidenze di un comportamento non conforme da parte russa ad almeno tre degli otto criteri stabiliti dalle norme citate. "Per esempio, a conclusione di un contratto per la fornitura di armi gli Stati membri dell'UE devono tener conto del rischio che tali armi siano usate contro i paesi vicini, in particolare per le rivendicazioni territoriali", ha detto Yelisieiev.


