La fuga dei capitali dalla Russia? Lo shock che spingerà la zona euro verso la deflazione
Nel primo trimestre sono già stati ritirati 70 miliardi di euro dai mercati russi
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"I capitali fuggono dalla Russia, il paese sta affrontando una profonda crisi economica. Questo, a sua volta, potrebbe essere proprio lo shock che spingerà la zona euro verso la deflazione. Una conseguenza che Putin potrebbe aver previsto nei suoi calcoli." A dichiararlo è il columnist del Financial Times Wolfgang Münchau, secondo cui l'annessione russa della Crimea, il principale evento geopolitico dei nostri tempi, potrebbe allargarsi anche all'ambito economico.
Nel suo appuntamento settimanale sulla versione online di Der Spiegel, Münchau dichiara come "L’economia russa è sull’orlo di una profonda recessione per colpe proprie. Crescita a zero come previsto dal governo? Ma neanche per sogno! Questa settimana è stato reso noto che i capitali in fuga dalla Russia sono stati pari a 70 miliardi di euro nel primo trimestre, circa sette volte tanto l'ultimo dato pre-crisi di Crimea. Queste sono solo le cifre lorde."
Prosegue Münchau: "Il flusso di denaro verso la Russia è probabile che sia caduto altrettanto gravemente. La minaccia implicita di espropriare i beni esteri in Russia, rischia di portare ad un crollo di quasi tutti gli investimenti diretti. E ciò significa che gli esborsi netti dovrebbero essere enormi. Alla fine dell’anno potrebbero essere circa il 14 per cento del PIL. Non c’è economia che vi sopravviva, senza una profonda recessione. Chi ha bisogno di sanzioni? Il danno è già qui."
Per la traduzione completa dell'articolo si rimanda e si ringrazia La Grotta


