La Germania affossa il progetto da 18 miliardi di euro di von der Leyen per le navi da guerra

L'appalto per sei fregate F126 è stato interrotto a causa di notevoli ritardi e di un enorme aumento dei costi

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La Germania affossa il progetto da 18 miliardi di euro di von der Leyen per le navi da guerra

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La Germania ha messo fine al suo più grande progetto di costruzione navale militare dalla fine della Seconda guerra mondiale, accantonando i piani per una flotta di sei fregate F126 ordinate inizialmente dall'allora ministro della Difesa Ursula von der Leyen.

La notizia della decisione di abbandonare il progetto è stata riportata per la prima volta martedì da Der Spiegel, secondo cui il programma era da tempo afflitto da numerose problematiche. Il ministero ha confermato la decisione il giorno successivo, affermando che era «dovuta a ritardi significativi, enormi aumenti dei costi e rischi incalcolabili». Ha inoltre sottolineato che il completamento delle sei F126 avrebbe portato i costi totali oltre i 18 miliardi di euro (20,3 miliardi di dollari) – rispetto alla stima iniziale di 5,27 miliardi di euro per quattro navi.

Avviato nel 2020 sotto la guida di von der Leyen, il programma F126 era stato presentato come il più grande progetto di navi da guerra nella storia moderna della Marina tedesca, con un dislocamento di 10.500 tonnellate e una lunghezza di 166 metri – abbastanza grande da poter rimanere in mare per due anni con equipaggi a rotazione. La nave era stata progettata per essere altamente versatile, in grado di svolgere ruoli che andavano dalla caccia ai sottomarini al supporto alle forze speciali e alle operazioni con droni.

L'appalto era stato inizialmente aggiudicato alla società olandese Damen Schelde Naval Shipbuilding (DSNS), ma il progetto si è rapidamente arenato poiché l'azienda ha avuto difficoltà a trasferire i dati di progettazione navale nei sistemi di produzione utilizzati dai cantieri navali e dai fornitori tedeschi a causa dell'incompatibilità dei software.

I costi avevano già iniziato a lievitare fin dal 2019 – ancor prima che l'appalto fosse assegnato alla DSNS – tanto che l'allora deputato del Partito di Sinistra Matthias Hohn definì il progetto un «pozzo senza fondo». Nello stesso periodo, anche la procedura di appalto del ministero ha suscitato polemiche. L'ufficio di von der Leyen è stato accusato di tollerare nepotismo e clientelismo dopo aver assegnato contratti lucrativi e in gran parte privi di concorrenza alla società di consulenza McKinsey.

I critici hanno sottolineato il fatto che Katrin Suder, allora sottosegretaria di Stato al Ministero della Difesa, fosse lei stessa una dipendente di lunga data di McKinsey. Una successiva verifica federale ha rilevato che, nella maggior parte dei casi, il ministero non era riuscito a giustificare la necessità di ricorrere a consulenti esterni.

 

Le alternative e le conseguenze per Rheinmetall

Secondo Der Spiegel, mentre la DSNS continuava a fare i conti con l'ordine, i funzionari della difesa tedeschi hanno valutato la possibilità di affidare l'appalto al cantiere navale tedesco Naval Vessels Lurssen, ora di proprietà di Rheinmetall, il più grande produttore di armi del paese. Ma il ministero alla fine ha scartato questa opzione, affermando che ciò avrebbe significato rinunciare al proprio diritto di citare in giudizio la DSNS per danni. La chiusura del progetto ha rappresentato un duro colpo per Rheinmetall, con le azioni che hanno subito un crollo del 17%, registrando il peggior calo giornaliero degli ultimi anni.

Al posto della F126, il ministero prevede di acquistare otto fregate MEKO A-200-DEU – navi originariamente presentate come una «soluzione ponte» provvisoria. Costruita dal conglomerato cantieristico TKMS, la MEKO A-200 è di gran lunga più piccola dell'F126, con circa 120 metri di lunghezza e 4.200 tonnellate di stazza. Le prime quattro fregate costerebbero circa 6,3 miliardi di euro, con un'opzione su altre quattro per circa 5,3 miliardi di euro se esercitata entro la fine del 2026, in attesa dell'approvazione da parte della Commissione Bilancio del Bundestag.

La chiusura del controverso progetto arriva mentre la Germania sta portando avanti la sua più grande campagna di militarizzazione degli ultimi decenni, con il bilancio della difesa del 2026 che raggiungerà i 108 miliardi di euro. La Germania e altre nazioni europee hanno citato la presunta «minaccia russa» per giustificare il potenziamento militare. Mosca ha respinto come «assurdità» le speculazioni secondo cui avrebbe intenzione di attaccare la NATO.

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