La Germania contro possibili derive populiste in Italia
La sesta discesa in campo di Berlusconi crea agitazione a Berlino
1442
L'Europa al centro del dibattito politico italiano. Nell'annunciare la sua candidatura per le elezioni nazionali del 2013, Silvio Berlusconi ha definito un imbroglio lo spread ed accusato l'Unione Europea di aver orchestrato la sua caduta un anno prima, negando l'esistenza stessa di quel fenomeno finanziario scoperto dagli italiani nel corso degli ultimi 18 mesi e che rappresenta, di fatto, il metro di misura del successo o dell'insuccesso delle politiche economiche dei tecnici.
Dopo queste dichiarazioni di Berlusconi, il cancelliere tedesco Angela Merkel entra nel dibattito politico italiano in modo autoritario. Per il secondo giorno consecutivo la Merkel invita infatti il popolo italiano a garantire che il paese possa proseguire nel giusto sentiero indicato dalle politiche d'austerità intraprese dall'ex commissario Ue alla concorrenza, che hanno ristabilito la fiducia degli investitori, e non favorire derive populiste. Ancora più accese le parole del ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle che avverte che la Germania non accetterà una campagna elettorale populista contro il suo paese da parte di Berlusconi. Per il leader del Pdl arriva la critica aperta anche del Partito popolare europeo.
Il New York Times di questa mattina intanto lancia un appello a Mario Monti – di cui loda i “considerevoli risultati” - a candidarsi e raccogliere tutti i centristi intorno alla sua causa, perché l'Italia non può permettersi altri anni di stallo politico e di stagnazione economica. La condanna internazionale contro la ridiscesa di Berlusconi potrebbe solo favorire la sua campagna elettorale in un paese in cui serpeggia latente un sentimento anti-europeo. Per Nouriel Roubini alla Grecia serviranno altri 10-20 anni di politiche d'austerità per poter stabilizzare i suoi conti e continuare a far parte della moneta unica. Senza poi risolvere i problemi strutturali dell'Unione possibile solo con una svolta federalista in termini di bilancio - questi sforzi rischiano anche di essere perlopiù vani. Spagna, Portogallo ed Italia in misura diversa vivranno scenari simili. Per questo, le celebrazioni internazionali di Monti e delle politiche imposte dalla troika rischiano di essere l'unica speranza possibile per Berlusconi.


