La guerra segreta degli Stati Uniti in Africa che l'Esercito Usa rifiuta di ammettere

L'esercito americano è stato coinvolto in un modo o nell'altro in oltre il 90% delle 54 nazioni africane

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Nel suo nuovo libro, il giornalista Nick Turse ha indagato l'attività dello US Africa Command, rivelando, contrariamente alle informazioni ufficiali, l'enorme scala di tali missioni.
 
"Quello che i militari dicono ad un giornalista e ciò che viene detto a porte chiuse sono due cose completamente diverse, in particolare per quanto riguarda la presenza militare degli Stati Uniti in Africa", scrive il giornalista investigativo Nick Turse nel suo ultimo libro 'Tomorrow's Battlefield: U.S. Proxy Wars and Secret Ops in Africa' , come riporta l'edizione americana di Huffington Post.
 
Adattato da una serie di articoli scritti per TomDispatch.com tra il 2012 e il 2013,  il libro esplora metodicamente l'AFRICOM, una missione giornalistica, che, secondo quanto spiega Turse, trae origine dalle numerose occasioni di mancata  cooperazione da parte delle autorità. 
 
Fin dall'inizio del suo lavoro, Turse ha affrontato una resistenza costante e gli sono state negate anche le informazioni di base. Quando ha domandato il numero delle strutture degli Stati Uniti in Africa, più portavoce militari hanno sottolineato che c'era solo una base permanente, Camp Lemonnier, Gibuti: affermazione che contraddice le prove che documentano il numero reale di attività e infrastrutture nel continente.
 
Al termine della sua indagine, Turse ha dimostrato che  l'esercito americano è stato coinvolto in un modo o nell'altro in oltre il 90% delle 54 nazioni africane.  "Anche se AFRICOM [...] sostiene che gli Stati Uniti hanno solo una "piccola presenza" sul continente, seguire questa piccola presenza in tutto il continente può essere un compito arduo", scrive l'autore.
 
Oltre ad informare del numero delle operazioni, il libro di Turse spiega come le attività degli Stati Uniti hanno quasi sempre portato conseguenze disastrose e inaspettate, un modello, tuttavia, che non ha contribuito a smorzare l'entusiasmo dell'Esercito americano per l'espansione.
 
Allo stesso tempo, Turse ha espresso dubbi che questa tendenza espansionistica diminuirà in futuro. Come esempio, ha portato all'attenzione questo dato: mentre nel 2008 le attività annuali dell'AFRICOM sono state 172, quelle svolte nel 2014 hanno raggiunto la cifra di 674. "Non vedo alcuna indicazione che rallenterà nel prossimo futuro", ha concluso il giornalista. 

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