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La guerrafondaia Nikki Haley si dimette come ambasciatrice degli Stati Uniti presso l'ONU

 

Amica di Israele e avanguardia degli attacchi diplomatici dell'amministrazione Trump contro il Nicaragua e il Venezuela, Haley lascerā l'incarico entro la fine di quest'anno



teleSUR
 

L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Nikki Haley si è dimessa. L'annuncio ufficiale è stato fatto da Haley in una conferenza stampa congiunta con il presidente Donald Trump. "Ora gli Stati Uniti sono rispettati, altri paesi potrebbero non apprezzare ciò che facciamo, ma rispettano quello che facciamo", ha sottolineato Haley descrivendo un lavoro che ha definito "l'onore di una vita".

 

Durante l'annuncio, Trump ha dichiarato che lascerà l’incarico entro la fine dell'anno e ha detto che è sarà la benvenuta per tornare e lavorare con l'amministrazione. "Puoi avere la tua scelta", ha affermato Trump.

 

Era una sostenitrice schietta di una politica estera ampiamente criticata di Trump.

 

Nel dicembre del 2017, ha sostenuto la non diplomatica decisione di Trump nel riconoscere la città occupata di Gerusalemme come capitale di Israele, lanciando una spudorata minaccia a tutte le nazioni sovrane del mondo prima del voto in seno all’Assemblea Generale dell’ONU sulla questione di Gerusalemme.

 

"Il presidente osserverà attentamente questa votazione e mi ha chiesto di riferire sui paesi che hanno votato contro di noi. Prenderemo nota di ogni singolo voto su questo tema", dichiarò Haley. Nonostante il suo avvertimento, un numero schiacciante di paesi votò per respingere la dichiarazione degli Stati Uniti di Gerusalemme come capitale di Israele.

 

Haley è una nota amica del movimento sionista. Nel marzo 2018, parlando a un evento dell'Americ Public Affairs Committee (AIPAC), ha accusato l’ONU di aver maltrattato Israele e avvertito: “Non lo tollereremo più".

 

Mesi dopo, a giugno, Haley annunciò che gli Stati Uniti stavano ritirandosi dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, definendolo un "pozzo nero di pregiudizi politici". Nel suo annuncio, Haley attaccò l'attenzione "eccessiva" del Consiglio su Israele.

 

E’ stata inoltre in prima linea negli attacchi diplomatici dell'amministrazione Trump contro il Nicaragua e il Venezuela. A settembre, nonostante l'opposizione di altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti hanno inserito il Nicaragua e il Venezuela all'ordine del giorno per spingere l'agenda interventista degli Stati Uniti contro questi paesi.

 

Haley ha fatto appello ai leader del mondo affinché agiscano contro il Nicaragua e mantengano la politica di sanzioni economiche e finanziarie contro il Venezuela. "Il Consiglio di Sicurezza non dovrebbe - non può - essere un osservatore passivo mentre il Nicaragua continua a scivolare verso uno Stato fallito, corrotto e dittatoriale. Perché sappiamo dove conduce questa strada", ha sostenuto.

 

Durante la conferenza stampa congiunta, Haley ha affermato che mentre non parteciperà alle elezioni presidenziali del 2020, come è stato menzionato, non vede l'ora di sostenere la prossima campagna del presidente Trump.

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