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La Lega e i globalisti, due poli opposti dello stesso neoliberismo

 


di Lorenzo Ferrazzano


La Lega è riuscita a raggiungere numeri cosi alti di consenso popolare senza il minimo merito o risultato politico. Ci è riuscita non solo grazie ad un certo tipo di comunicazione e di propaganda, ma perché ha saputo approfittare delle falle gigantesche lasciate a partire dal 1991 da quello che generalmente definiamo "centro-sinistra". 

Che credibilità può avere questa opposizione quando L'Espresso tesse le lodi di libri come "L'austerità fa crescere", quando il Corriere scrive che il problema della Brexit sta nell'aumento dei salari connesso al raggiungimento della piena occupazione? Quando si schiera dalla parte dei migranti ma legittima tutte le cause delle migrazioni forzate?

Quando figure di riferimento intellettuale come Gad Lerner o Saviano si schierano dalla parte di tutte le guerre imperialiste e neo-coloniali, negando poi le loro conseguenze catastrofiche in Medio Oriente o nel Mediterraneo e quando coprono i crimini di Israele?

Quando Repubblica, Corriere, La Stampa e FQ fanno silenzio totale su Russia e Cina e ne parlano soltanto per dire che Putin infiltra la NATO con dei motociclisti e che Xi Jinping ha proibito la distribuzione di Winnie the Pooh perché gli somiglia troppo? Farebbe ridere se non fosse che qualcuno ci crede davvero. 



E così Salvini incassa consensi e si fa chiamare messianicamente “Capitano”. Eppure basta dare un’occhiata al programma economico del Carroccio per capire che, nonostante i timidi e contraddittori tentativi del governo di redistribuire la ricchezza, la Lega non rappresenti affatto un’alternativa all’ordoliberismo della UE.

Basta guardare la sua linea neocon in politica estera per capire che non rappresenti alcuna alternativa all'imperialismo israelo-statunitense, nonostante i rapporti di amicizia con la Russia.
Ma ancora di più, mi spaventa questa presunta opposizione, che nell'ordoliberismo e nell'atlantismo ci sguazza. 

Alla fine, credo che la questione stia tutta nel fatto che Lega e i partiti di centro-sinistra siano le due facce dello stesso neoliberismo. Soltanto che non riusciamo a scrollarci di dosso quella visione manichea del mondo che ci costringe a distinguere forzatamente i buoni e i cattivi a tutto danno della complessità.

Così mi appaiono più chiare le parole di Gaber, quando dice che, va bene, alla fine  "abbiam capito che il mondo è un teatrino".
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