La lettera segreta di Draghi. E' scontro Bce-Bruxelles sul salvataggio delle banche
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Bruxelles contro Mario Draghi sul meccanismo di salvataggio delle banche. Il forte intervento del presidente della Bce è arrivato in una lettera privata del mese scorso, che doveva restare segreta ma che il quotidiano italiano la Repubblica ha svelato nel weekend per primo e poi è stata visionata da altri giornali internazionali come il Financial Times, lancia un durissimo monito in una fase in cui la Bce si prepara ad intervenire con una serie di stress test sulle principali banche europee, che potrebbe smascherare le reali perdite del settore ed accelerare la necessità di un intervento pubblico a sua difesa.
Con la Commissione ed il Consiglio che stanno rallentando l'esecuzione del meccanismo unico di salvataggio approvato dal primo agosto scorso ed Almunia che ha recentemente ribadito come ogni situazione sarà valutata caso per caso, Draghi ha avvisato sui rischi nel forzare i proprietari di bond, e non i contribuenti, nel pagare il grosso delle insolvenze delle banche europee e riparare il sistema finanziario.
Su iniziativa della Germania si prospetta una strategia di intervento che vedrà penalizzati in primo luogo i diritti degli azionisti e dei creditori subordinati, per aumentare il capitale in proporzione ai debiti; poi, se il default parziale non dovesse bastare, diventerà possibile per uno Stato mettere fondi pubblici nella banca. Solo come terza ipotesi si potrà ricorrere ad i fondi europei, tra cui l'Esm, ma con i creditori privilegiati che devono essere colpiti per primi. Gli stress test potranno determinare un crollo di fiducia degli investitori nelle banche ed un'impennata del debito per sostenerle con aiuti di Stato.
Su questo, riporta il Financial Times, Draghi teme che imporre ora perdite sui bond, potenzialmente per decine di banche europee allo stesso tempo, possa destabilizzare i mercati. Gli investitori reagirebbero al timore di essere colpiti vendendo i bond, dunque aumentando i costi di finanziamento delle banche, aggravando la stretta al credito per le imprese. In più, gli obbligazionisti potrebbero trascinare le banche e la Bce in una serie infinita di ricorsi in tribunale.


