La Mogherini in tv e la prima scelta politica corretta nella carriera di Juncker

Le crisi di Libia, Grecia e Ucraina secondo Lady Pesc

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La Mogherini in tv e la prima scelta politica corretta nella carriera di Juncker


"Il rischio reale è vero". Con questa frase emblematica, che sintetizza alla perfezione anche la politica del governo italiano in politica estera, Federica Mogherini inizia l'intervista da Fabio Fazio a che Tempo che fa. E tra un "certo, certo" del conduttore e un "stiamo lavorando per una soluzione diplomatica per la Libia ma la situazione è grave, dopo la crisi libica si è parlato di Ucraina e poi di Grecia. 
 
Il massimo l'ex ministro degli esteri italiano l'ha dato nel descrivere la situazione in Ucraina. Il livello di mistificazione ha raggiunto quote mai toccate prima. "L'occidente alle frontiere l'abbiamo costruito insieme alla Russia" e ancora "A Putin abbiamo detto: se vuoi andare indietro alla logica della guerra fredda noi non ti seguiamo". Questo il livello dell'argomentazione. Ricapitolando in poche righe quello che è accaduto per chi a torto non ha voluto informarsi, se non dagli organi di stampa del PD e dai tweet della Melandri: un colpo di stato finanziato ed organizzato dagli Usa nel febbraio scorso (ormai lo scrive anche la Bbc e anche il Nyt ha chiesto scusa per la linea adottata sull'Ucraina) ha determinato l'ascesa al potere di una commistione di neo nazisti e della peggiore tecnocrazia, in uno stato cuscinetto degli Usa in cui, solo per darvi un'idea, è presente un Ministero della Verità (e non è 1984 di Orwell), alcuni banchieri americani e l'ex presidente georgiano sono entrati nel governo e le riserve aurifere sono sparite dalla Banca centrale. Parliamo di un paese distrutto sotto commissariamento del FMI che ha perso il 15% del Pil quest'anno, le bollette energetiche aumenteranno del 250% e il pane del 20%. Parliamo di un paese in cui il battaglione Azov - l'alleato-braccio armato della Mogherini in Ucraina tanto per intenderci - tra un saluto nazista e una foto con Hitler, si macchia costantemente, parole dell'Onu, di gravissimi crimini contro l'umanità nelle regioni separatiste dell'Ucraina orientale. Con l'obiettivo americano dichiarato di portare in Ucraina la Nato (da sempre e per ragioni comprensibili di sicurezza non acettabile per Mosca) e per imporre quella rottura energetica tra Russia e Ue finalizzata alla vendita del gas di scisto attraverso il TTIP, la Mogherini e Renzi sono i responabili di un servilismo che per l'Italia è l'eutanasia economica ed è, non secondario, apologia del nazismo nel cuore dell'Europa.

Gli alleati della Mogherini in Ucraina:



Gli alleati della Mogherini in Ucraina:

 

E poi sulla Grecia, dopo l'ennesimo "certo certo" di Fazio, la Mogheirni si dimostra stupita che sui giornali possa esserci un titolo: "Atene capitola rispetto all'Europa", perché ci dice la Mogherini "Atene è l'Europa". Proprio perché Atene è l'Europa ricordiamo questi numeri che la Mogherini forse non conosce. Per l'appartenenza ad un'unione monetaria fallita e fallimentare, per il dover ripagare i crediti alle banche tedesche (con la trasformazione di un debito privato in pubblico) e dopo cinque anni di occupazione militare da parte della Troika, la Grecia è divenuto questo paese:

crollo del 25% di PIL dal 2009 ad oggi;
185% di rapporto debito pubblico/PIL (nel 2014);
27% di disoccupazione totale;
60% di disoccupazione giovanile;
1.200.000 persone hanno perso il lavoro dal 2009 ad oggi;
30% delle attività imprenditoriali chiuse dal 2009 ad oggi;
- 40% nei salari rispetto al 2009;
- 50% nelle pensioni rispetto al 2009;
100% di aumento della povertà rispetto al 2009;
41% di povertà infantile;
80 miliardi di euro di depositi bancari in meno rispetto al 2009;
250% di aumento delle famiglie che vivono senza corrente elettrica rispetto al 2009;
35 miliardi di euro di fondi di previdenza sociale in meno rispetto al 2009;
250.000 giovani scienziati hanno lasciato la Grecia;
il 56% della ricchezza è posseduta dal 10% della popolazione. 
 
E quindi, a conclusione dell'intervista della Mogherini, l'unico commento che si può fare è quello di dare atto a Juncker che che alla fine una scelta giusta nella sua carriera politica l'ha fatta. La nomina dell'ex Commissario al mercato interno Michel Barnier con delega speciale sulla difesa, di fatto l'esautoramento di ogni potere concreto la Mogherini avesse mai avuto, è stata una scelta di totale buon senso e molto lungimirante.

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