La NATO provoca ancora Putin:”Daremo supporto pratico e politico all'Ucraina”
In occasione del vertice NATO che si terrà l'8 e 9 luglio, Poroshenko incontrerà il presidente Usa Obama
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di Eugenio Cipolla
Che la tensione tra Russia e Ucraina sia tornata a salire dopo qualche settimana di apparente tregua lo si è percepito stamattina quando il governo di Kiev ha annunciato che molto presto in Rada verrà presentato un provvedimento presidenziale per limitare il transito delle merci russe sul territorio ucraino. La misura, annunciata dal vicepremier, Stepan Kubiv, è una sorta di risposta al rinnovo delle sanzioni russe sui prodotti occidentali, compresi quelli ucraini, fino alla fine del 2017, deciso qualche giorno fa da Vladimir Putin. “Noi – ha detto Kubiv – risponderemo alle sanzioni della Federazione Russa in materia di prodotti di origine ucraina. La nostra è una posizione chiara in conformità con il diritto internazionale”.
Ma a preoccupare Mosca non è l'ennesimo atto di ripicca di un paese con il quale i rapporti diplomatico-commerciali sono ormai ai minimi termini, quanto la sempre crescente presenza degli Usa e della NATO nei meccanismi decisionali di un paese che fino a poco tempo fa poteva essere considerato come il giardino della Russia. Sempre in mattinata sono arrivate le parole di Petro Poroshenko in occasione dell'indipendence day statunitense (oggi è il 4 luglio). “Siamo grati agli Stati Uniti per esserci stati vicini negli ultimi due anni – ha scritto il presidente ucraino su Twitter – sono stati i due anni più difficili per noi dal giorno dell'indipendenza ucraina. Siamo con voi, amici”.
Nei prossimi giorni a Varsavia, in occasione del vertice NATO che si terrà l'8 e 9 luglio, Poroshenko incontrerà il presidente Usa Obama. “I due – ha detto al canale televisivo Inter Kostantin Eliseev, vice capo dell'amministrazione presidenziale ucraine – discuteranno delle relazioni bilaterali tra i paesi, delle questioni globali e regionali di sicurezza, di cooperazione Ucraina-Nato, di attuazione degli accordi di Minsk”. Il summit, che vedrà come protagonisti i maggiori leader occidentali, non rientrerà certo tra quelli graditi al Cremlino. E non solo per l'ubicazione, chiaro segno dell'ennesima sfida lanciata dalla NATO.
Intervistato dai giornalisti ucraini nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha lanciato l'ennesima provocazione a Vladimir Putin, delineando le prossime mosse dell'Alleanza riguardo l'Ucraina. Al vertice di venerdì e sabato la Nato delineerà i prossimi passi da fare nelle riunioni in formato Normandia (con Francia, Germania, Ucraina e Russia). “Ci aspettiamo che Poroshenko ci informi relativamente agli sviluppi più recenti all'interno dell'Ucraina”, ha detto Stoltenberg. “L'Alleanza vuole riaffermare il proprio continuo sostegno politico per l'integrità territoriale dell'Ucraina e per la sua sovranità. Vogliamo, inoltre, che gli accordi di Minsk vengano pienamente attuati”.
Stoltenberg ha lanciato l'appello al rispetto “del cessate fuoco, al fine di consentire agli osservatori di lavorare in Ucraina orientale, controllando e aiutando la realizzazione degli accordi di Minsk”. Oltre il sostegno politico, Kiev riceverà anche assistenza pratica, ha assicurato Stoltenberg. “Ci sarà anche un aumento della nostra assistenza pratica in Ucraina, siamo già d'accordo su un pacchetto di assistenza”. Il pacchetto includerà “consulenza strategica e assistenza militare. Abbiamo già fornito a Kiev un sostegno concreto attraverso vari fondi fiduciari, che coprono aree come il controllo, la logistica e la sicurezza informatica. Ci saranno anche nuovi progetti che includeranno attività e progetti relativi alla guerra ibrida, agli esplosivi e alla comunicazione strategica”. Parole e intenzioni che di certo non aiutano ad allentare le tensioni. “Per ora non ci sembra che Kiev abbia intrapreso nuove azioni per l'attuazione degli accordi di Minsk”, ha detto oggi Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, a chi gli chiedeva se c'erano le condizioni per una nuova riunione del quartetto di Normandia. Segno che per ora Mosca si limita ad aspettare gli sviluppi del vertice NATO e le posizioni ufficiali dei leader occidentali.


