"La nostra autodeterminazione non dipende dalle negoziazioni". L'OLP attacca il Governo Renzi sulla Palestina
Al plauso dell'Ambasciata israeliana segue la bocciatura dell'OLP: bisogna aggiungere altro?
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Il bluff di ieri da parte del governo sulla Palestina - che ha votato due mozioni dal significato e dal valore diametralmente opposto, negando di fatto il diritto di esistere ad un popolo che da 67 anni attende giustizia - non è rimasto inosservato. Con l'approvazione della mozione del PD che diceva di "prevedere il riconoscimento", ma anche quella di NCD che lega il riconoscimento al proseguimento degli accordi di Oslo (fermi da appena 20 anni), sottolineava ieri in Aula il capogruppo della Commissione esteri del M5S Manlio di Stefano, di fatto il “Parlamento italiano non ha riconosciuto lo Stato di Palestina, anzi, gli ha messo una pietra tombale addosso. Incredibile persino il voto favorevole e il giubilo di SEL alla mozione del PD, evidentemente abituati alla fedeltà verso quel gruppo che ogni anno li porta con se in Parlamento non hanno ben capito cosa stessero votando. Fortunatamente però a chiarire tutto ci ha pensato direttamente l'ambasciata israeliana che ho subito diffuso un comunicato stampa col quale si dice SODDISFATTA per il NON riconoscimento”.
Non è rimasto inosservato il giochino mal riuscito del governo italiano dicevamo. L'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) ha dato il “benvenuto” all'iniziativa ma ha dichiarato che "è un peccato, però, che la risoluzione non si è impegnata ad un riconoscimento incondizionato e ufficiale dello Stato di Palestina. La nostra indipendenza non è dipendente all'esito delle negoziazioni, la ricognizione reciproca o altre precondizioni. Abbiamo il diritto all'autodeterminazione e ad esercitare la sovranità sulla nostra terra senza il permesso di potenze occupanti”.
Quindi la mossa del Governo italiano promossa dall'Ambasciata israeliana e bocciata dall'OLP. Bisogna aggiungere altro?
Sul suo blog Marta Grande coglie bene l'ipocrisia da parte di quella che qualcuno ha ancora il coraggio di considerare “sinistra”:
Era stato presentato in pompa magna e doveva servire a convincere vecchi e giovani che sì, ancora una parvenza di sinistra c’era, che era rimasto qualcosa, che una speranza esisteva ancora per gli ideali e gli idealisti che credevano non vi fosse proprio più posto, per loro, nel Pd.
Si è visto un altro film, però, dal finale scontato e dalla trama poco avvincente, essendo il regista – il governo Renzi – per definizione monotono e ripetitivo. Le due mozioni votate ieri (NCD e PD) andavano in una direzione del tutto opposta rispetto all’effettivo riconoscimento dello Stato di Palestina e certo serviva una buona dose di coraggio per esultare di fronte ad un nulla di fatto mascherato da vittoria storica, un raggiro bello e buono perpetrato attraverso un artifizio retorico vecchia scuola.
Doveva essere ed è stato così, non c’è stato alcun riconoscimento dello Stato di Palestina e a confermarlo è la stessa nota diffusa in queste ore dall’ambasciata di Israele che, con una tempistica politica perfetta, si congratula con la scelta del governo italiano circa la volontà espressa di non riconoscere lo Stato palestinese. Noi avevamo presentato una mozione molto chiara e che stabiliva in modo netto e senza possibilità di appello la legittimazione dello stato della Palestina ed il diritto di esistere del suo popolo ma è stata respinta, come del resto non è stata accolta quella di SEL. Da 67 anni i palestinesi attendono di essere legittimati e con ogni probabilità l’attesa si protrarrà ancora a lungo. Cuperlo, Civati, Fassina e pure Bersani inizino a metabolizzare il lutto. Il PD non è un partito di sinistra.
Si è visto un altro film, però, dal finale scontato e dalla trama poco avvincente, essendo il regista – il governo Renzi – per definizione monotono e ripetitivo. Le due mozioni votate ieri (NCD e PD) andavano in una direzione del tutto opposta rispetto all’effettivo riconoscimento dello Stato di Palestina e certo serviva una buona dose di coraggio per esultare di fronte ad un nulla di fatto mascherato da vittoria storica, un raggiro bello e buono perpetrato attraverso un artifizio retorico vecchia scuola.
Doveva essere ed è stato così, non c’è stato alcun riconoscimento dello Stato di Palestina e a confermarlo è la stessa nota diffusa in queste ore dall’ambasciata di Israele che, con una tempistica politica perfetta, si congratula con la scelta del governo italiano circa la volontà espressa di non riconoscere lo Stato palestinese. Noi avevamo presentato una mozione molto chiara e che stabiliva in modo netto e senza possibilità di appello la legittimazione dello stato della Palestina ed il diritto di esistere del suo popolo ma è stata respinta, come del resto non è stata accolta quella di SEL. Da 67 anni i palestinesi attendono di essere legittimati e con ogni probabilità l’attesa si protrarrà ancora a lungo. Cuperlo, Civati, Fassina e pure Bersani inizino a metabolizzare il lutto. Il PD non è un partito di sinistra.

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